Progetto Campania 2010-2015 con Caldoro Presidente (parte quinta: una Campania bella e vivibile I)

 

Una Campania bella e vivibile

Da un ambiente degradato alla tutela del territorio e della qualità della vita 

 

Non più

o   un turista trascurato e spaventato;

 

o   inquinamento e immondizia a cielo aperto;

o   degrado urbano;

o   assenza di politiche per i giovani.

Ma

o   un turismo nella sicurezza e con servizi di qualità;

o   energie pulite e rifiuti come risorsa;

o   risanamento delle periferie;

o   un piano organico di attenzione alle loro problematiche.

 

Ambiente e paesaggio

Un approccio corretto alle problematiche della lotta all' inquinamento ambientale, nella moderna società della conoscenza, richiede innazitutto l' applicazione alla realtà territoriale delle conoscenze scientifiche più aggiornate, che non sempre corrispondono a quanto sostenuto dagli ecologisti o dei media.

Nella nuova visione della Regione Campania, l'Ambiente è visto come risorsa da dover preservare e, con le dovute accortezze, utilizzare per il miglioramento della vita dei cittadini. La netta contrapposizione ad una visione statica e puramente conservatrice della risorsa ambientale prenderà corpo con una serie di interventi specifici che pongono l'Ambiente al centro dello sviluppo sostenibile della Regione Campania. Strumenti strategici, accordi di programma e interventi mirati per la realizzazione di grandi opere rappresentano gli obiettivi operativi che verranno perseguiti per il miglioramento della nostra regione. Le azioni di controllo e di monitoraggio ambientale rappresenteranno il grimaldello per scardinare devianze e illegalità nell'azione fondamentale di salvaguardia ambientale del territorio

·      Piani di monitoraggio ambientale: Localizzazione delle aree a rischio antropico-ambientale e formulazione di appositi bandi per la messa in sicurezza di queste aree.

·      Riorganizzazione centri di monitoraggio e controllo ambientale: L’efficacia dell’azione amministrativa verrà aumentata tramite la riorganizzazione delle aree tecniche e degli uffici preposti al monitoraggio e controllo ambientale (ARPAC). Predisposizione di appositi accordi di programma con gli altri Enti per massimizzare i risultati derivanti dai processi di monitoraggio.

·      Sistematizzazione delle informazioni per il monitoraggio e controllo ambientale: stanziamento di fondi specifici per il rilievo, archivio e elaborazione dei dati di interesse ambientale.

·      Piani di emergenza della Protezione Civile: programma di interventi specifici per il supporto alla realizzazione dei piani di emergenza della Protezione civile.

·      Educazione e partecipazione consapevole delle comunità insediate in aree a rischio: verranno stanziati appositi fondi per la realizzazione di strumenti per la pubblicizzazione e la consultazione dei dati rilevanti per le comunità esposte a tutte le tipologie di rischio. In tale ambito verranno predisposte apposite misure per la formazione e l’educazione ambientale.

·      Predisposizione/aggiornamento e attuazione del Piano delle Cave Regionale e piani di riconversione: definizione di interventi specifici per il monitoraggio delle attività estrattive e valorizzazione della risorsa estratta. Emanazione di apposite linee guida sia per il ciclo produttivo legato alle estrazioni che per la compatibilità ambientale. Predisposizione di appositi strumenti (normativi, regolamentativi e pianificatori) per la riconversione delle ex aree adibite a processi estrattivi (restauro ambientale).

·      Acque e risorse idriche: definizione e attivazione del Piano Regionale delle Coste comprensivo sia di interventi per l’erosione costiera con particolare riferimento ad aree critiche (es. basso Cilento), sia di impatto ambientale dovuto alla forte pressione antropica della popolazione campana, sia della gestione dell’industria turistica con particolare riferimento a zone di elevatissimo pregio paesaggistico-ambientale (es. Penisola Sorrentina-Amalfitana). Saranno previsti appositi interventi per valutazione, gestione e tutela delle risorse idriche: valutazione e tutela delle risorse idriche profonde strategiche; captazione e utilizzazione delle acque dolci erogate da sorgenti sottomarine, risparmio idrico; ricostruzione delle reti acquedottistiche fatiscenti in particolar modo nelle aree urbane; riequilibrio fluviale delle aree interne; rimpinguamento artificiale delle grandi falde; valorizzazione delle microrisorse idriche.

·      Piano Energetico Ambientale Regionale:  la realizzazione di questo piano permetterà la definizione strategica delle linee obiettivo per il sistema energetico regionale inquadrate nelle specifiche realtà territoriali. Gli stanziamenti previsti dovranno riguardare principalmente interventi che riguardano il risparmio energetico, la valorizzazione dell’utilizzo di fonti rinnovabili negli edifici, negli insediamenti produttivi e nei trasporti e la proposta di soluzioni energetiche idonee alla copertura del fabbisogno regionale.

·      Bonifica dei suoli contaminati (attualmente il settore è commissariato) aggiornando il quadro delle attività e recuperando risorse sia per gli interventi da realizzarsi, sia per le attività di monitoraggio e di controllo dei siti inquinati.

·      Piano di azione per fronteggiare le emergenze causate dal dissesto idro-geologico rilevate dai Piani Stralcio delle Autorità di Bacino, conferendo la delega di coordinamento e di gestione delle attività sul territorio alle Province (con contestuale trasferimento di risorse) e lasciando alla Regione la funzione di verifica e di monitoraggio attraverso le articolazioni del Genio Civile.

·      Approvazione del Piano di Tutela delle Acque (ai sensi dell’art. 21 del D.Lvo 152/2006) anche allo scopo di eliminare il blocco imposto alle Province fin dal 2007 in materia di autorizzazione alla ricerca, sia per finalità produttive che per uso domestico, nonché di tutte le derivazioni per concessione o per denuncia di pozzo.

·      Risanamento e tutela ambientale del territorio regionale interessato da dissesto idrogeologico: ovvero la messa in sicurezza del territorio dissestato (piana del Sarno, piana del Sele, bacino del Volturno, Regi Lagni ad Acerra, piana campana), mediante opere di ingegneria civile e naturalistica ove possibile;

·      Difesa e valorizzazione dei corsi d’acqua: ossia restauro fluviale con il ripristino delle portate minime garantite da acqua accumulata a monte, in bacini artificiali, invasando l’acqua di ruscellamento dei periodi piovosi;

·      Difesa e valorizzazione della risorsa idrica: ossia risparmio idrico, depurazione e riutilizzazione delle acque di scarico, difesa dall’inquinamento delle risorse idriche;

·      Difesa ambientale dei versanti e dei boschi dagli incendi: mediante la realizzazione di laghetti e vasche per accumulo idrico alla sommità dei versanti, in aree in totale sicurezza idrogeologica, per uso antincendio;

·      Erosione del suolo e regimazione delle acque sui versanti: sono dovuti alla deforestazione e agli incendi boschivi (ad esempio i versanti dei Camaldoli colpiti duramente da incendi, incombono su Soccavo e Pianura), e la cattiva gestione dei corsi d’acqua;

·      Subsidenze e sprofondamenti: sono dovuti alla riduzione delle falde acquifere e/o all’erosione di corsi d’acqua sotterranei ma anche all’azione antropica, un caso limite è l’area urbana di Napoli che sorge su cavità antropiche;

·      Controllo dell’erosione costiera: circa 180 km di litorale su 480 km totali di costa in Campania sono interessati da questo problema, si deve agire mediante ripascimento dei tratti in erosione attraverso la distribuzione di sedimenti prelevati altrove ed il ripristino della vegetazione tipica lungo la fascia costiera come “trappola di sedimenti”;

·      Messa in sicurezza delle coste ad elevata clività - Penisola Sorrentina, Costa d'Amalfi, Cilento, Isole Flegree e Capri: sono interessate da fenomeni franosi, arretramento di falesie e piene torrentizie spesso a carattere catastrofico.

·      Adozione del “Contratto di Fiume” quale strumento della programmazione e del coordinamento delle attività nei bacini idrografici in raccordo con le Autorità di Bacino, le sezioni del Genio Civile, i Consorzi di Bonifica, gli Enti locali e le istituzioni competenti, le associazioni e i portatori di interesse locale, allo scopo di ridurre la frammentazione delle competenze e armonizzare gli interventi da realizzare per la salvaguardia dei fiumi e dei corpi idrici.

·      Riorganizzazione delle attività e dei ruoli dei Consorzi di Bonifica e rivisitazione della L.R. n.4/2003 che ha attribuito ai medesimi i compiti di gestione del demanio idrico e di azione per la salvaguardia dell’ambiente secondo le indicazioni contenute negli appositi piani di tutela.

·      Riorganizzazione e potenziamento del Servizio Volontario di Vigilanza Ambientale (G.A.V.) eliminando le disfunzioni organizzative che ne hanno, di fatto, impedito la piena attivazione.

·      Sviluppo di un’azione complessiva di sostegno alle attività di certificazione dei territori e della “qualità del vivere” che interessi gli elementi fisici (qualità dell’aria, dell’acqua potabile, del mare, dei fiumi, del suolo, ecc.), gli elementi di struttura (trasporti e mobilità sostenibile, servizi di accoglienza, strutture ricettive, ricreative e sportive, strutture e servizi portuali, ecc.), gli elementi di processo (produzione e consumo di prodotti agroalimentari tipici, tracciabilità e di “filiera corta” biologica dei prodotti alimentari e della filiera eno-gastronomica, qualità dei servizi di ristorazione, dei servizi di fruizione dei beni storici, artistici, archeologici, museali, ecc.). Lo scopo è quello di migliorare il livello di attrattività del sistema turistico, ridefinire i livelli di responsabilità gestionali attraverso l’integrazione e la sussidiarietà, aumentare il livello di sicurezza per la tutela della salute e la qualità della vita, promuovere un nuovo modello di governance territoriale basato sulla partecipazione e la condivisione, sostenere lo sviluppo economico attraverso lo snellimento delle procedure burocratiche.

·      Potenziamento della rete dei Centri di Educazione Ambientali attivati presso i Comuni della Regione, sostegno alle attività educative e formative delle scuole e degli enti di formazione e potenziamento della rete degli ecomusei territoriali.

·      Aggiornamento del Piano Regionale di risanamento e mantenimento della qualità dell’aria e attuazione delle iniziative e sviluppo delle attività necessarie a contrastare l’azione degli agenti inquinanti nelle zone a maggior rischio e nelle aree urbanizzate.

·      Sostegno alle azioni finalizzate alla promozione di sistemi di mobilità sostenibile, sia pubblici che privati, incentivando l’acquisto di veicoli con alimentazione elettrica, ibrida e metano e promuovendo l’utilizzo dei mezzi pubblici e delle biciclette.

·      Piena attuazione a quanto previsto dalla L.R. 14/2001 in materia di tutela igienico sanitaria della popolazione dalla esposizione a radiazioni non ionizzanti generate da impianti di telecomunicazioni rafforzando il ruolo delle Province e migliorando il raccordo con le ARPAC.

·      Miglioramento della funzionalità delle ARPAC provinciali raccordando la loro attività con quella delle Province di cui dovrebbero, gradualmente, diventare organi strumentali.

Beni culturali e turismo

Il PDL in Campania è consapevole della gravità della situazione che caratterizza il territorio regionale, che pure presenta straordinarie risorse culturali e paesaggistiche, e ritiene necessario considerare il turismo una delle più importanti risorse produttive della regione, che può determinare una svolta in termini economici ed occupazionali, invertendo l’attuale tendenza negativa.

Sono molteplici le occasioni mancate sino ad oggi:

·      anche in questa legislatura la Regione Campania non è riuscita a dotarsi di una disciplina organica sul turismo ed utilizza, in una materia ad essa interamente delegata, la legge 217 del 1983(!);

·      la misura 4.5 del POR 2000-2006, l’unica che ha concesso aiuti per riqualificare l’offerta, presentava  una dotazione finanziaria risibile (appena 52 M euro  per le 1600 strutture ricettive e pararicettive della regione ); era finalizzata ad investimenti trascurabili (non più di 2 M euro); tramite essa, comunque, non è stato ancora erogato alcun contributo a causa dell’insipienza degli amministratori e dei burocrati regionali;

·      il bando che assegnava risorse a favore di azioni di co-marketing, ripetuto per ben due volte, non è stato in grado di attrarre l’attenzione dei grandi tour-operator internazionali;

·      le azioni di marketing per la filiera enogastronomica nelle zone interne, gestite in maniera frammentaria e disorganica, non hanno prodotto alcun risultato.

I risultati disastrosi sono sotto gli occhi di tutti: le terribili ripercussioni sul “prodotto campania” dei fattori di contesto (rifiuti, criminalità, ambiente, etc) non vengono compensate da interventi adeguati di sostegno della domanda e, in un mercato turistico globale sempre in crescita (a ritmi del 7% all’anno), la nostra regione, che ospita località uniche al mondo ed è ricca di beni culturali eccezionali (musica, teatro, arte, ecc.,) perde costantemente quote di mercato e presenze in termini assoluti. Queste, infatti, sono passate da 22,7 milioni nel 2001 a 18,7 milioni nel 2008 (ultimo dato disponibile), con un decremento nel periodo di circa il 18%. Nel solo 2008 si è registrata una riduzione rispetto al 2007 del 5%, ed il trend decrescente è stato confermato dai dati tuttora incompleti relativi al 2009.

Eppure, nelle città, piccole e grandi, e nei territori campani si ritrovano ancora – lungo le fasce costiere, le pianure, i rilievi collinari e montani – un patrimonio storico-artistico eccezionale e straordinarie bellezze paesaggistiche, che hanno subito, nel corso degli ultimi decenni, gravi danni per la mancanza di un’adeguata politica dell’Ente regionale. Siamo anche convinti che la valorizzazione di tali risorse possa giovare al miglioramento della qualità della vita dei cittadini campani, ma anche al loro sviluppo sociale ed economico e che il turismo e il turismo culturale costituiscano il volano per creare reali occasioni di lavoro in un momento di forte crisi.

Dovranno, però, essere affrontate e risolte alcune criticità che ostacolano un turismo sostenibile: innanzitutto, l’eliminazione di “detrattori” che oggi vengono sfruttati da altri soggetti per dirottare i visitatori stranieri, ma anche quelli italiani, verso altre mete e altre nazioni: il dissesto idrogeologico, l’inquinamento atmosferico e marino, quello acustico, il degrado delle aree urbane e delle periferie, il degrado del patrimonio culturale, l’inadeguatezza delle infrastrutture di trasporto, ecc., la criminalità organizzata e la micro-criminalità.

Solo impegnandosi per eliminare tali fattori negativi e con una nuova politica turistica, tutte le sue straordinarie risorse della Campania potranno essere valorizzate e fruite dai visitatori italiani e stranieri.

Ciò è auspicabile ed è in piena sintonia con il programma nazionale del PDL che prevede una legge obiettivo per il recupero, la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale e per la tutela del paesaggio, attraverso la demolizione degli ecomostri ed il risanamento degli scempi arrecati al paesaggio, nonché l’ottimizzazione dell’utilizzo dei fondi europei relativi ai beni culturali e al recupero dei centri storici.

Il PDL in Campania vuole che il turismo diventi una vera e propria industria turistica e come tale sia un efficace motore di sviluppo dell’economia regionale.

Le Risorse culturali e Paesaggistiche presenti in Campania sono tali e tante che, eppure manca oggi un serio Inventario delle stesse. L’inesistenza di una conoscenza di simili risorse, è stata anche l’alibi per l’Amministrazione regionale uscente per procedere a spendita di enormi somme di danaro in maniera frammentaria e polverizzata : i tanti e costosi restauri avviati sono risultati privi di una logica di corretta funzionalizzazione dei complessi monumentali, né sono stati messi in rete con le altre risorse territoriali. Molte delle suddette risorse restano sottoutilizzate o inutilizzate, in assenza di una adeguata attività di promozione e valorizzazione.

Lo sviluppo di tali potenzialità può costituire un importante elemento di diversificazione e di specializzazione produttiva della Campania, nonché elemento di richiamo verso le aree interne meno conosciute, che in genere sono tagliate fuori dai flussi turistici tradizionali.

Il territorio campano non è omogeneo nella sua morfologia, nelle sue stratificazioni storiche, nei suoi caratteri naturalistici e paesaggistici, presentando “paesaggi culturali” unici e straordinariamente interessanti e suggestivi. Inoltre, avendo ben 400 km. di coste è fortemente influenzato dal Mare, per gli aspetti turistici, paesaggistici, della pesca e per le attività economiche e industriali che vi si svolgono. Sul mare e sulle coste hanno competenza molti Enti, Autorità e diversi soggetti politici, nonché soggetti privati ed economici. Enti di ricerca e Università che studiano l’ambiente marino raggiungono nella nostra regione la più alta concentrazione presente in Italia, eppure sono stati scarsamente coinvolti sino ad oggi dalle istituzioni regionali.

Quasi nulla di quanto oggi la Regione Campania fa per lo Spettacolo – salvo rare eccezioni – è utile al fine della promozione del turismo: nel migliore dei casi esso viene vissuto come puro intrattenimento autoctono e fine a se stesso. Nell’anno 2009 la dotazione finanziaria della legge 6/2007 è stata di circa  dodici milioni di euro, di cui quasi il 40% al teatro San Carlo e al teatro Mercadante.

Un altro aspetto particolarmente negativo della attuale gestione politica regionale è quello della formazione professionale, concepita come puro assistenzialismo clientelare, privo di alcun rapporto con il mercato del lavoro e, in particolare, con quello inerente il turismo ed il turismo  culturale.

Mission – Scelte strategiche

Il settore dell’offerta turistica ha visto l’attivazione, sia a livello locale e nazionale che comunitario, di nuove politiche e nuovi strumenti normativi e finanziari in materia di programmazione e gestione del territorio (e degli interventi pubblici) e di incentivazione delle iniziative pubbliche e private in questo settore. In particolare, attraverso il restauro del patrimonio artistico culturale e l'attivazione di finanziamenti per le iniziative dirette alla valorizzazione delle attività culturali, di spettacolo, turistiche, ecc. si sarebbe potuto favorire il rafforzamento del tessuto imprenditoriale nel settore, soprattutto relativamente alle attività delle piccole e medie imprese. Ma ciò nella Regione Campania non è avvenuto!

Per rigenerare l’intero settore del turismo si ritiene necessario varare, innanzitutto, una riforma-quadro del turismo regionale, che istituisca una Agenzia regionale che inglobi tutti gli altri Enti e permetta la governance organizzata della politica turistica sul territorio e verso i turisti.

Occorre, poi, rivedere la programmazione dei fondi strutturali, per finalizzarne gli obiettivi a nuove ed efficaci linee di azione.

È, inoltre, necessario:

-       Razionalizzare le competenze e le risorse in un sistema efficiente e integrato per l’assetto funzionale del territorio e per lo sviluppo sostenibile;

-       Deconcentrare da un punto di vista spazio-temporale i flussi turistici;

-       Migliorare accessibilità e servizi di supporto alla fruizione del patrimonio culturale e del paesaggio;

-       Promuovere il fenomeno turistico in tutte le sue forme;

-       Supportare la crescita e lo sviluppo del sistema di ospitalità e dei servizi turistici;

-       Sviluppare per i turisti una diversa immagine della regione;

-       Incrementare gli arrivi e le permanenze medie;

-       Favorire la destagionalizzazione;

-       Sviluppare iniziative di qualità, piuttosto che finanziare manifestazioni discutibili e con scarse ricadute in termini economici;

-       Favorire lo sviluppo di quartieri fieristici;

-       Valorizzare le diverse tipologie di beni culturali, materiali e immateriali.

-       Ridurre il gap tra le zone che tradizionalmente attirano il turismo (Napoli, Pompei, Ercolano, Paestum, Reggia di Caserta ed altri importanti siti) e le zone interne della regione ( nelle province di Avellino, Salerno ,Benevento), con caratteri e valori di altrettanto interesse, attraverso azioni coordinate;

-       Favorire l’integrazione sistemica sul territorio del turismo, con i trasporti, i beni culturali, la ricerca, ecc.;

-       Sviluppare politiche per il mare pulito che favorisce il turismo; programmare interventi e gestire adeguatamente le coste per ridurre l’erosione, così da determinare un volano economico in termini di portualità, collegamenti marittimi, rapporti con le altre culture e nazioni che si affacciano sul Mediterraneo.

Si tratta, dunque, di mettere in rete e valorizzare siti, settori economici e risorse umane, attraverso l’identificazione di una serie di “operazioni” che non si configurano come semplici interventi (pubblici e privati), bensì come un sistema strutturato ed interconnesso.

Anche la  ricerca dell’“identità” delle aree rurali e dello spazio agricolo, che si intende sviluppare, intensificherà i legami tra gli operatori, le risorse ed i settori di un territorio, in particolare quelli isolati e vulnerabili.

La scelta dei temi catalizzatori sui quali sarà costruita la strategia di sviluppo ed il divenire di un territorio mira a creare un filo conduttore lungo il quale può inserirsi un mosaico di attività, elementi basati sull’identità e sulla cultura, competenze e know-how, ecc. tipici di ogni territorio.

Al fine di migliorare e promuovere l'offerta turistica in Campania si punterà al recupero dei centri storici. Un gran numero di comuni possiede, infatti, centri storici e patrimoni storico-archeologici di notevole pregio che, però, sono stati trascurati o abbandonati e, comunque, non valorizzati. Tali risorse, adeguatamente salvaguardate e rese fruibili, possono costituire una rilevante opportunità di sviluppo, in termini di attrazione turistica e di nascita di nuove attività economiche e sociali, di nuovi profili professionali e di nuove forme di occupazione. Dunque, occorre indirizzare anche la formazione professionale, ai vari livelli, a preparare figure utili nel campo del turismo e del turismo culturale.

Alla luce di quanto esposto si intende portare avanti un Grande Progetto (ai fini del POR 2007-2013) di  Mantenimento e sviluppo della domanda turistica con il quale, nell’arco di un triennio, riportare le presenze turistiche a quelle del 2001 e sfruttare l’enorme effetto moltiplicatore del settore. Recenti stime effettuate utilizzando modelli econometrici su dati di Banca d’Italia hanno determinato il rapporto tra fatturato dell’economia turistica allargata e numero delle presenze in circa 460 € pro capite. Un incremento delle presenze di 4 Milioni potrebbe quindi determinare un incremento del PIL regionale di 1,84 Miliardi di Euro e garantire un incremento dell’occupazione, mantenendo i rapporti esistenti tra fatturato e occupati, per almeno 25.000 nuovi posti di lavoro.

Una scelta strategica può essere rappresentata dalla realizzazione di un nuovo Parco tematico (ludico, sportivo, scientifico, culturale, ecc.) che incrementi il numero degli arrivi ed abbia effetti positivi indotti sul sistema esistente dell’ospitalità.

Un’altra scelta importante è quella che mira ad individuare Assi di attrazione turistica, invertendo la tendenza attuale: concentrare le risorse non su singole emergenze, ma su sistemi territoriali integrati.

Linee di azione

Con lo sviluppo dell’industria turistica in stretto rapporto con la valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici e dei centri storici è realistica la possibilità di ottenere, grazie ad una nuova politica regionale, almeno 50.000 nuovi posti di lavoro.

Un progetto di Sviluppo della domanda turistica prevede necessariamente più linee d’azione:

·      la prima, programmatica, della durata di tre mesi, durante i quali, con la partecipazione delle forze imprenditoriali:

1.      si definisca il programma operativo con la ricognizione delle risorse disponibili e quelle riprogrammabili, si individuino e mettano a sistema gli altri interventi necessari sul contesto (mobilità, ambiente, beni culturali, ecc.);

2.     si definiscano i contenuti della nuova Legge Regionale sul Riordino del Turismo e la costituzione di un’Agenzia, con una bilanciata governance tra pubblico e privato, che possa coordinare  con la maggiore efficacia possibile l’attività promozionale dell’intera regione.

·      la seconda, attuativa nel medio periodo (della durata di tre anni) divisa in due direttrici:

a)interventi a sostegno della domanda-promozione dell’immagine istituzionale e dei differenti prodotti turistici campani,azioni di marketing operativo, sostegno a vettori aerei e ad eventi di rilevanza almeno nazionale,definizione ed incentivazione di pacchetti turistici, ecc.

b) interventi per la riqualificazione dell’offerta turistica e, quindi, delle strutture ricettive e pararicettive;

·      la terza, di verifica ed implementazione, anch’essa della durata di tre anni, con la quale, con la partecipazione delle forze imprenditoriali, si procederà alla verifica del grado di raggiungimento degli obiettivi, all’aggiornamento dell’analisi del mercato turistico e dei suoi andamenti, ala ridefinizione di alcune azioni e/o l’implementazione di altre.

In particolare, per il recupero dei centri storici è necessario integrare ed attuare con stanziamenti adeguati la L.R. 18/10/2002 n. 26, rendendo attivo il Centro di Catalogo  e Documentazione in essa previsto e, dunque, impegnando sul territorio giovani professionisti qualificati. È necessario, ancora, finanziare l’Anagrafe edilizia (ex fascicolo del fabbricato) e la formazione di Programmi integrati di Riqualificazione (L.R. 3/1996).

In tale ambito, si inserisce la proposta di prevedere la valorizzazione di alcuni Assi di Attrazione Turistica, scelti in ognuna delle province campane: ad esempio, l’Asse Capua-Caserta, mettendo in rete e prevedendo interventi di valorizzazione di Capua (centro storico, castello di Carlo V, castello delle Pietre, Basilica di S. Angelo in Formis), S. Maria Capua Vetere (Arco di Adriano, anfiteatro campano, masseria), Caserta (centro storico, Reggia, S. Leucio, Caserta Vecchia), Maddaloni (castello, ponti della Valle) e di altre significative località contigue (sito reale di Carditello).

La Campania è una terra ricca di rilevanti tradizioni agricole ed enogastronomiche: saranno, quindi, identificate nuove opportunità per lo sviluppo e l’ammodernamento dell’agricoltura e delle aziende collegate: agriturismi, cantine, aziende agricole e vitivinicole della regione recuperando e restaurando l’importante patrimonio delle antiche masserie. Si tratta di elaborare e costruire un sistema integrato che partendo da un’ottica di rispetto del territorio, valorizzi il patrimonio socio-culturale, storico-artistico-artigianale, ambientale-naturalistico ed eno-gastronomico.

L’intento è quello di creare una rete di ospitalità, in stretto rapporto con eventi, manifestazioni, percorsi di qualità e servizi turistici integrati. Si deve puntare ad offrire un catalogo virtuale e non, che contenga la descrizione di tutti i beni culturali esistenti nell’area, con relative informazioni, ed a predisporre una rete diffusa di accoglienza, favorendo il recupero delle masserie e dei casali abbandonati, potenziando agriturismi, campeggi, alberghi e sistemi ristorativi, regolamentando il sistema di bed and breakfast.

Le opportunità di sviluppo si muovono lungo numerose direttrici offerte dalla specificità dei territori, dalle loro caratteristiche, dai loro collegamenti, dalle loro vocazioni, nei quali possono incrementarsi:

-       il turismo costiero-balneare legato al miglioramento e potenziamento dell’offerta degli stabilimenti balneari e dei porti turistici, e, per quanto riguarda le spiagge, la rivisitazione dei piani di utilizzo ( L. 494/93)

-       il turismo culturale legato alle risorse culturali (architettoniche, storico-paesaggistiche, archeologiche, ecc.)

-       il turismo ambientale e naturalistico legato alle numerose risorse naturali e arricchito dalla costituzione dei Parchi regionali, dei Parchi nazionali del Cilento e del Vesuvio, delle aree marine protette, nonché da significative iniziative (la Biennale Internazionale del Mare)

-       il turismo enogastronomico, da sviluppare grazie alla ricca articolazione delle tradizioni dei territori campani

-       il turismo termale, dalle ben note caratteristiche e specificità: si pensi all’importanza di valorizzare le Terme di Agnano

-       il turismo crocieristico, con trend in forte ascesa, ma da coordinare con le iniziative sul territorio

-       Il turismo congressuale, potenziando le infrastrutture di supporto, capaci di ospitare grandi eventi

Per quanto concerne il formarsi di un’adeguata cultura che veda il mare e le coste della Campania come un patrimonio da considerare e sviluppare in maniera intelligente, è quanto mai opportuno prevedere il coordinamento politico e amministrativo delle competenze sino ad oggi troppo parcellizzate.

Occorre intervenire sulla formazione professionale nel settore turistico, incrementando la dotazione di risorse per la formazione continua ed attuandola anche telematicamente a distanza.

Va, ancora, prevista l’istituzione di una Scuola Permanente di alta formazione nel comparto turistico.

Sempre in tema di formazione occorre istituire l’Istituto Pubblico Regionale per il Restauro (I.P.R.R.), per integrare le funzioni a scala regionale dell’ex ICR statale, oggi in via di dismissione.

Oltre che puntare alla valorizzazione delle diverse forme di turismo, è necessario offrire ai flussi turistici che interessano la nostra Regione una serie di Servizi integrati che trovano nell’organizzazione degli eventi culturali e artistici la loro principale espressione. La promozione di spettacoli e iniziative culturali per sostenere il turismo culturale sarà uno degli obiettivi principali del nuovo governo regionale.

Basterebbe varare alcuni provvedimenti significativi per indirizzare il settore dello spettacolo verso una prospettiva di sviluppo:

·      Stralciare dalla legge 6/2007 il teatro S. Carlo, con una apposita legge ad esso dedicata ed adeguatamente finanziata.

·      Liberare altre risorse intervenendo sulla gestione economica del Teatro Festival Italia.

·       Rimodellare, in chiave di effettiva promozione turistica,attraverso una nuova legge sul turismo – i  flussi di tutti i finanziamenti  elargiti ai “Grandi Eventie consimili, dopo una attenta verifica dei risultati costi/benefici degli ultimi anni.

·      Costruire una serie di Reti tematiche distribuite sul territorio anche interno, nelle province di Avellino, Benevento e Salerno (gli anfiteatri romani, i  siti UNESCO Patrimonio dell’Umanità;  i siti archeologici; i siti di rilevanza religiosa, i grandi castelli, ecc.), alle quali  associare eventi spettacolari di nuova e originale concezione, programmati e diversificati nel tempo, così da coprire l’intero arco temporale dell’anno.

In tema di gestione dei Beni culturali, occorre avviarsi verso l’attuazione corretta di un federalismo nel campo della valorizzazione del patrimonio culturale, auspicando anche una possibile partecipazione del capitale privato; ed ancora rendere attiva ed efficace la Commissione regionale per i Beni e le Attività Culturali.

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