Progetto Campania 2010-2015 con Caldoro Presidente (parte quarta: una Campania competitiva)

 

Una Campania competitiva

Da crescita zero a motore continuo di impresa per creare lavoro

 

Non più

o   Emigrazione dei giovani

 

o   Mancato sviluppo

Ma

o   Un grande progetto di valorizzazione delle loro capacità

o   Puntare sulle eccellenze, velocizzare gli interventi e sburocratizzare l’amministrazione

Il sistema produttivo Campano ha mostrato, negli ultimi anni, fortissimi segni di declino, più accentuati rispetto al resto d’Italia e una generale perdita di competitività rispetto anche alle nuove regioni europee, caratterizzate da tassi di crescita molto più marcati. Si è determinata una situazione socio economica estremamente critica, con un notevole indebolimento della coesione sociale ed un peggioramento della qualità della vita.

Malgrado la Regione abbia investito negli ultimi anni ingenti risorse pubbliche in ricerca di base e applicata, tale sforzo non si è, però, mai concretizzato in una reale valorizzazione economica del sistema produttivo né in interventi risolutivi delle principali criticità della regione. Ciò è anche dipeso dalle modalità con cui sono state erogate queste risorse, incentrate su una cultura assistenzialistica, basata sull’attesa di finanziamenti a pioggia e non sul merito, che non ha, quindi, indotto nel sistema di ricerca regionale la necessità di interagire concretamente con il sistema produttivo e con la società e viceversa. Il processo dinamico della conoscenza si è finora basato sul modello di interazione tra ricerca, formazione e innovazione, rilevatosi fallimentare per la Campania, che pur presentando oltre 9.000 addetti distribuiti tra 7 università, poco meno di 90 centri di ricerca e ben 10 Centri di Competenza Regionale, si colloca tra le 20 regioni italiane al 15° posto per numero di brevetti registrati ed al 13° posto per numero di nuove imprese spin off (poco meno del 3% del totale nazionale).

La situazione energetica regionale è estremamente preoccupante, dato che la Campania mostra una condizione di non autosufficienza e dipende da altre regioni per l’approvvigionamento di energia. Il comparto delle energie rinnovabili ha solo iniziato a dispiegare il suo potenziale, essendo represso da una pesante burocrazia, da sistemi di veti incrociati e da carenze della rete.

In un mondo di competizione globale ed in un sistema con risorse limitate è indispensabile puntare sullo sviluppo delle eccellenze (pur presenti in Campania) concentrando gli sforzi al fine di determinare un effetto volano che favorisca la crescita economica. Lo sviluppo delle eccellenze va accompagnato riducendo i gap infrastrutturali, eliminando i detrattori “ambientali”, creando condizioni di vantaggio finalizzate all’attrazione degli investimenti per la crescita.

Lo sviluppo del sistema produttivo sano della Regione va perseguito impostando programmi di supporto che valorizzino non già i progetti ma le realizzazioni a scala regionale di riduzione dei costi per le imprese.

Per le infrastrutture occorre una nuova politica, concentrandosi su pochi grandi progetti di interesse strategico, sulla messa in sicurezza dei territori e delegando la realizzazione degli interventi di tipo “ordinario” agli Enti Locali.

È assolutamente prioritario riportare in Campania i centri decisionali delle grandi aziende pubbliche, al fine di massimizzare le ricadute occupazionali e di know how territoriale: a tal fine, oltre ad un opera di concertazione istituzionale, si dovranno assicurare condizioni favorevoli e competitive.

Per quanto riguarda lo sviluppo delle attività primarie, occorre favorire un’agricoltura moderna, impostata sulla valorizzazione dei territori e supportata da una logistica dedicata. Occorre inoltre una completa riqualificazione ambientale dei suoli delle aree rurali ed una conseguente campagna di comunicazione per riaffermare il valore della qualità dei prodotti campani.

Per aumentare la competitività del sistema produttivo regionale anche nel settore energetico, oltre a potenziare le reti si promuoveranno sistemi per la produzione compatibile di energia ed al contempo si favorirà lo sviluppo di sistemi energetici alternativi semplificando e velocizzando le procedure autorizzative.

Alle misure per la crescita competitiva dovranno accompagnarsi attività volte specificamente a contrastare la fuga dei cervelli e l’esodo dei nostri giovani, con un forte impulso a strutture dedicate che promuovano la sinergia tra sviluppo industriale, ricerca e valorizzazione del capitale umano.

Sarà inoltre previsto un piano di investimenti volti ad una nuova politica della formazione, con particolare attenzione alle fasce più deboli, nonché a potenziare l’attività di ricerca collegata al mondo produttivo, utilizzando le metodologie e tecnologie più avanzate e mettendo al centro il discente.

In tale contesto, è indispensabile il ruolo che il mondo delle professioni può e deve svolgere quale fattore decisivo di sviluppo in una società “aperta” e “sburocratizzata”.

Inoltre, sono interessanti anche le opportunità offerte dall’internazionalizzazione e dalla costituzione di reti d’imprese: in particolare, tali strumenti dovrebbero essere utilizzati specificamente per le piccole imprese campane, al fine di renderle più forti e dinamiche all’interno del mercato di riferimento.

Individuiamo le seguenti linee di azione, realizzabili nell’ambito del nostro programma

Progetti focalizzati di sviluppo di settori strategici

(attraverso contratti di programma, contratti di investimento o aiuti mirati) quali ad esempio:

·      Informatica: sviluppo di sistemi per i servizi al cittadino, quali ad esempio la sanità, la sicurezza, la migliore fruizione dei beni culturali.

·      Aerospaziale : impiantistica, strutture, aviazione generale.

·      Produzioni tipiche: settore ceramistico,  delle produzioni alimentari e di quelle del vino, ecc.

·      Comparto della cantieristica: cantieristica pesante; razionalizzazione della cantieristica di piccolo tonnellaggio (incentivi alla delocalizzazione) e del relativo processo di demolizione ecocompatibile (demolition green)

·      Settore ferroviario: produzioni specialistiche, tra cui componentistica per il treno regionale; sistemi di segnalazione di ultima generazione.

·      Tecnologie per le energie rinnovabili: comparto produttivo in filiera per la produzione di componenti e soluzioni innovative

Infrastrutturazione finalizzata ad aumentare la competitività dei territori e dei sistemi produttivi

Da realizzare attraverso Grandi Progetti:

·      Collegamento multimodale delle aree produttive realizzazione dei sistemi telematici in banda larga nelle aree industriali e nelle zone ad alta concentrazione produttiva.

·      Portualità turistica completamento delle infrastrutture già in cantiere; creazione di un sistema unitario a gestione privata.

·      Portualità commerciale zona retro portuale di Napoli (bonifica aree dismesse, infrastrutturazione primaria, infrastrutturazione di servizio); terminal di Salerno (razionalizzazione delle funzioni).

·      Aeroporto Grazzanise: Infrastrutturazione della zona aeroportuale (nuovo terminal passeggeri, aree accoglienza e parcheggi, viabilità di accesso, stazione ferroviaria, collegamenti ferroviari, riammagliamento con il tessuto urbano della zona).

·      Aeroporto Pontecagnano: allungamento della pista; miglioramento infrastrutturale; inserimento nei circuiti commerciali e turistici nazionali ed internazionali.

·      Aeroporto di Capua : miglioramento infrastrutturale per accogliere l’aviazione generale  e le scuole di volo.

·      Aree interportuali : completamento dei piani di investimento ed infrastrutturazione.

·      Aree di sviluppo industriale: ridefinizione dei piani regolatori e piani di insediamento nelle aree non utilizzate.

Incentivazione per la crescita del sistema produttivo

 

·      Creazione di una Società Finanziaria Regionale. La società finanziaria gestirà gli incentivi pubblici; gli incentivi di tipo selettivo saranno collegati all’occupazione e alle reali opportunità di sviluppo delle imprese.

·      Quotazione in Borsa delle PMI campane incentivi per le quotazioni e le partecipazione di capitali di rischio.

·      Sistemi di detassazione e di credito di imposta: introduzione di meccanismi di credito d’imposta e di riduzione della pressione fiscale nelle zone franche. Netta riduzione delle aliquote di imposta sui profitti realizzati dalle imprese che investono sul territorio.

·      Sportello unico per le imprese, efficace ed efficiente, per trattare in modo unificato tutte le pratiche da quelle di costituzione della impresa fino a quelle relative a tutte le opportunità offerte da, ad esempio, fondi europei, fondi privati di investimento, strumenti finanziari su banche estere.

Rilancio del comparto agricolo

 

·      Difesa e bonifica del territorio attribuzione  di una “Bandiera Verde “ a territori o distretti territoriali, che rispettino determinati canoni di salvaguardia del territorio e di norme comportamentali dei cittadini nel rispetto e tutela dell’ambiente.

·      Riattribuzione di un ruolo autonomo all’Assessorato all’Agricoltura.

·      Istituzione di un tavolo agro-alimentare intorno al quale fare incontrare le parti della filiera, per promuovere un Piano agro-alimentare di qualità al fine di riequilibrare i rapporti tra agricoltura, industria e grande distribuzione.

·      Attivazione di un ’osservatorio regionale sulla sicurezza alimentare a garanzia della salute dei cittadini e delle produzioni agricole, a sostegno dell’introduzione di strumenti di controllo e di certificazione della qualità e della tracciabilità della filiera e per contrastare i fenomeni di agro pirateria.

·      Istituzione di una Legge Regionale a tutela della biodiversità.

·      Riqualificazione dei Consorzi irrigui, definizione di un Programma Regionale Irriguo di concerto con il Programma Nazionale Irriguo (PNI) e promozione dela sostenibilità dei consorzi di bonifica ed irrigazione.

·      Promozione dei Distretti rurali in base alle vocazioni territoriali, organizzando un modello di sviluppo delle zone interne collinari intorno all’idea di aree di turismo rurale attrezzate ed alla realizzazione dei parchi agricoli, a tutela e valorizzazione delle risorse ambientali agro-zootecniche.

·      Supporto allo sviluppo delle PMI agricole attraverso l’incentivazione di nuovi programmi di ricerca ed innovazione ed al trasferimento tecnologico.

·      Credito mirato all’agricoltura, riorganizzando il rapporto finanziario banche-agricoltura, fondato sulle idee e non solo sulle garanzie reali e ridefinizione dei Confidi e della fiscalità di vantaggio.

·      Infrastrutturazione ed organizzazione dei poli per la logistica integrata per l’agricoltura.

·      Riqualificazione e riconversione dei comparti in crisi dell’agricoltura campana con particolare riguardo al comparto tabacchicolo che sta attraversando una particolare crisi.

Utilizzo della Finanza di Progetto nella realizzazione dell'edilizia residenziale pubblica integrata.

·      l'utilizzo delle procedure di partenariato nella realizzazione dell'edilizia residenziale pubblica, integrata con relative attrezzature e standard e con funzioni di eccellenza, e con l'utilizzo di tecnologie innovative per il risparmio energetico.

·      il ricorso a strumenti alternativi per la realizzazione di opere pubbliche, che consentano l'attivazione di capitali privati, quali ed es. le building societies, il leasing in costruendo.

Formazione, Ricerca ed Innovazione

Il ruolo della Scuola e della Formazione Professionale

Una delle  più impegnative sfide che la Campania deve affrontare nel suo immediato futuro è rafforzare e qualificare l’offerta formativa, raccordando istruzione, formazione  e innovazione, per poter conseguire una maggiore competitività nell’economia della conoscenza, e fronteggiare gli effetti della globalizzazione dei mercati.

Le nuove generazioni sono il futuro del nostro paese e della nostra regione  e  saranno chiamate a produrre innovazione nel sistema economico, cittadinanza attiva nel sistema sociale, capacità di autotutela nel mercato del lavoro e capacità di relazionarsi con popoli e culture diverse.

Va garantito ai giovani il riconoscimento di percorsi  che valorizzino i diversi stili cognitivi e gli scambi con culture diverse, quali reali  opportunità di crescita culturale e professionale,con cui garantire l’effettivo diritto all’istruzione per tutti senza discriminazioni alcuna .

Questa impegnativa sfida per il paese chiama in causa le politiche  regionali nel campo dell’istruzione e formazione, che nel nostro territorio necessitano di  assetti dell’offerta formativa, ancorati alle dinamiche dell’economia, dello  sviluppo locale e della legalità.

In tale contesto va costruito un quadro certo di riferimento per la Formazione  Professionale, scevro da antistorici parametri di assistenzialismo clientelare ,che consenta l’esercizio  reale del diritto di istruzione e dei diritti formativi nel territorio regionale al fine di  ovviare ad ostacoli che impediscono  il dispiegarsi di un virtuoso percorso che ci porti ad avvicinarci agli indicatori che tutti gli Stati europei debbono perseguire  in adempimento degli impegni assunti a Lisbona.

L’istruzione,dunque, ha un impatto  forte sullo sviluppo economico e sociale, la quantità e qualità dell’istruzione stessa assume un’importanza centrale nelle politiche pubbliche  nazionali e regionali.

Le strategie generali si dovranno muovere, in una prospettiva di  azioni tese a garantire il pieno esercizio del diritto allo studio ed alla formazione,fin dalla più tenera età e lungo tutto l’arco della vita dei cittadini ,garantendo l’esercizio di scelta formativa, promuovendo il passaggio dalla scuola alla vita lavorativa ed attiva , attraverso:

 

·      Piano Straordinario d’intervento per il miglioramento delle condizioni strutturali e di vivibilità degli  edifici  delle  Istituzioni Scolastiche Pubbliche e dei luoghi di Formazione.

·      Piano straordinario d’intervento per il miglioramento delle condizioni di fruibilità delle strutture sportive scolastiche  e realizzazione di nuove strutture sulla base delle esigenze del territorio di concerto con gli EE.LL.

·      Promuovere e supportare l’apertura di asili nido anche  presso enti pubblici e privati.

·      Istituzione di un osservatorio sulla disabilità che lavori attivamente all’integrazione scolastica e/o formativa delle persone disabili.

·      Definizione di programmi operativi quadro su orientamento e formazione. 

·      Programmazione dell’offerta formativa integrata tra istruzione e formazione professionale, in raccordo con le Istituzioni Scolastiche, Enti, le Associazioni di categoria e parti  sociali interessate alla definizione delle necessità  formative emergenti dal mondo lavorativo.

·      Promozione di politiche di prevenzione sanitaria sul “luogo di lavoro scolastico e/o formativo”, in raccordo con gli assessorati competenti.

·      Promozione di corsi di Cittadinanza Attiva, di Sicurezza sul Posto di Lavoro e di Etica.

Ricerca ed Innovazione

La politica regionale di sostegno dovrà anche per questo settore dare piena attuazione al principio della sussidiarietà orizzontale,assicurando risorse per il finanziamento del diritto allo studio e degli assegni di ricerca. Si impone peraltro uno stretto coordinamento con il sistema formativo regionale e le università, oggi in crisi finanziaria molto grave, privilegiando giovani e recuperando energie oggi attratte da centri di ricerca esteri.

 ·      Riforma del sistema dei finanziamenti alla ricerca ed alla innovazione, finalizzando gli interventi al prodotto, ed alla formazione regionale con identificazione di poche e chiare linee strategiche secondo le esigenze di richiesta occupazionale espresse dal territorio, e verifiche, riesami e valutazioni in itinere.

·      Identificazione delle linee strategiche di ricerca regionale (Grandi Sfide) coerenti con eccellenza scientifica, radicamento, innovazione, ricaduta occupazionale nel lungo periodo, capacità di riconversione, basso impatto ambientale, valorizzazione del territorio, risoluzione delle criticità della regione.

·      Creazione nei settori di eccellenza di cluster specializzati a partire dai casi di successo, ove concentrare centri di ricerca, dipartimenti universitari, imprese di spin-off e di venture capital ed in grado di attrarre risorse aggiuntive (private, nazionali, comunitarie).

·      Costituzione del Politecnico Regionale con organizzazione fisica e logica a rete, quale forte catalizzatore per il sistema produttivo industriale regionale e nazionale.

·      Promozione del federalismo tra gli Atenei e unificazione degli Enti per il Diritto allo Studio Universitario per ottimizzare il personale accademico e determinare un notevole risparmio di scala nelle strutture di governo e di gestione.

·      Creazione di un “Polo dell’Arte” per la Regione Campania per realizzare, di concerto con le università, l’accademia delle belle arti ed i conservatori campani, spazi dedicati alla formazione avanzata, ad eventi, e per la creazione di un sistema organico di diffusione e trasferimento del patrimonio artistico regionale.

·      Accordi di programma tra università, centri di ricerca ed industrie al fine di incentivare specifici e dettagliati progetti di eccellenza di ampio respiro temporale in circoscritti settori strategici con ampie ricadute occupazionali.

·      Sviluppo di reti tra facoltà e scuole secondarie per garantire un sistema di orientamento più consapevole degli studenti alla realtà universitaria, per l’utilizzo delle professionalità della scuola nella ricerca, per programmi di aggiornamento e per la promozione di attività extracurriculari.

·      Incentivi alle scuole secondarie ed agli atenei campani per incrementare la fruizione dei contenuti formativi erogati attraverso strumenti innovativi (podcast, libreria online, e-book ecc) e delle metodologie e tecnologie innovative per il learning e la knowledge.

·      Creazione di una cabina di regia per la scuola utilizzando la rete regionale degli osservatori scolastici provinciali e creando un osservatorio regionale integrato.

·      Promozione di una formazione professionale di qualità condizionandola ai risultati di occupabilità conseguiti (accreditamento delle strutture di formazione professionale su indicatori di risultato e non solo di processo), coordinando le iniziative, riutilizzando i contenuti e promuovendo soluzioni tecnologiche innovative e integrate.

·      Incentivi per la formazione autofinanziata in particolare, se effettuata dalle imprese sul luogo di lavoro, ridefinendo la normativa di riferimento degli enti di formazione autofinanziati.

·      Istituzione di un organo regionale per la ricerca e l’innovazione snello e con costi minimi, per la programmazione, selezione e valutazione di programmi, iniziative e progetti.

Energia

·      Potenziamento e miglioramento della struttura e del funzionamento delle attuali reti elettriche in ambito regionale/interregionale con di ridurre le perdite, distribuire energia elettrica di qualità e accogliere energia proveniente da impianti di generazione alimentati da fonti rinnovabili.

·      Incentivazione finanziaria, anche attraverso project financing, per interventi di miglioramento e razionalizzazione energetica negli edifici e nelle applicazioni industriali, ricorrendo alle varie tecnologie esistenti.

·      Programma di incentivazione finanziaria a sostegno della realizzazione di impianti per la produzione di energia alimentati da fonti rinnovabili, favorendo la diffusione anche di impianti di piccola taglia nell’edilizia residenziale e pubblica.

·      Programma per il miglioramento dell’efficienza energetica e per la riduzione delle emissioni inquinanti nei sistemi di trasporto con incentivazione alla creazione di impianti per la distribuzione di GPL e di metano.

·      Programma per la diagnosi e la certificazione energetica del patrimonio edilizio pubblico e creazione del catasto energetico con piani di incentivazione e sostegno per la razionalizzazione e per la riduzione dei consumi energetici.

Sostegno alle Professioni Intellettuali

Le libere professioni, per la loro terzietà nei confronti degli interessi economici di impresa, per l'elevato valore aggiunto delle prestazioni, per le capacità di innovazione, le potenzialità di espansione e l'alto valore produttivo ed occupazionale, rappresentano un punto di riferimento irrinunciabile del nostro sistema economico-sociale. 

Le libere professioni sono, inoltre, portatrici di valori fondamentali quali la meritocrazia, la responsabilità personale, l'autonomia intellettuale, il desiderio di innovare, il rifiuto dell'assistenzialismo.

Esse rappresentano nel nostro sistema nazionale, attraverso l'indipendenza di giudizio , uno dei pilastri del pluralismo e pertanto assolvono in autonomia e libertà un ruolo insostituibile di pubblico interesse. Le libere professioni sono inoltre un importante elemento di produzione.

Al fine di porre in sinergia il mondo delle professioni con l’azione della Regione si provvederà alla :

 

·        istituzione di una Commissione regionale delle professioni.

La Commissione regionale dei soggetti professionali avrà  lo specifico obiettivo di creare un collegamento, una sorta di raccordo tra la Giunta regionale, il Consiglio regionale e le professioni per l’elaborazione di atti di governo, di programmazione economica e di norme regionali.

La commissione regionale delle professioni di cui si propone la istituzione  sarebbe in grado di affiancare gli organismi tecnico-scientifici che supportano le decisioni del governo locale , con una oggettiva terzietà.

·       la costituzione di un soggetto consortile multidisciplinare a servizio dei professionisti  aperto a tutti i soggetti professionali interessati, per svolgere attività formative, informative ed operative.

Riconoscendo la competenza esclusiva della Regione nell’ambito della formazione, la legge dovrà riconoscere il ruolo degli ordini e collegi di organizzare  la formazione continua e di aggiornamento dei professionisti.

 ·       un apposito fondo di rotazione per il sostegno all’accesso ed all’esercizio delle attività professionali per consentire che le professioni siano sostenute e incentivate mediante adeguate politiche fiscali ed economiche, con specifiche agevolazioni anche per i giovani che iniziano la professione.

L’adozione di tale strumento renderà disponibile ai responsabili del Governo regionale  un contributo intellettuale, altamente qualificato proveniente da organismi quali gli ordini ed i Collegi professionali che, in virtù delle leggi istitutive sono enti pubblici non economici con rappresentanze democraticamente elette con ordinamenti emanati con leggi nazionali. (segue)

 

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