Progetto Campania 2010-2015 con Caldoro Presidente (parte terza: una Campania sicura)

 

 

Una Campania sicura

Dall’aumento della criminalità degli ultimi anni al rafforzamento dell’etica e della legalità.

 

Non più

  • Mancanza di sicurezza;
  • Incidenza della criminalità sui costi individuali e sullo sviluppo;

Ma

  • Tolleranza zero;
  • Prevenzione e sicurezza sociale

La Campania è caratterizzata da una situazione insostenibile della sicurezza dei cittadini, sia per effetto di fenomeni di criminalità quotidiana (micro e macro criminalità) che per effetto della presenza diffusa della malavita organizzata (di stampo camorristico) che pervade il tessuto economico regionale.

Il territorio, non solo risente di una mancanza di sicurezza che pervade la vita dei singoli cittadini,  ma è condizionato da un preoccupante deficit di legalità che si presenta sia al livello sociale ed economico sia al livello della interazione tra cittadino e Pubblica Amministrazione.

La stessa questione Sicurezza va inquadrata nella più ampia cornice della Legalità, in quanto sia l'azione della grande criminalità quanto la diffusione della piccola sono favorite dall'assenza di un reale controllo del territorio e di una politica di gestione e programmazione del medesimo da parte delle Istituzioni preposte, mancanze da cui si genera inevitabilmente un clima di scarso o nullo rispetto delle regole 

La criminalità organizzata si presenta in forme sempre più pervasive della diffusa realtà economica regionale fino a condizionare la nascita stessa di nuove imprese e lo sviluppo dimensionale delle imprese esistenti che non intendono esporre nuovi investimenti al ricatto delle camorre o semplicemente agli effetti di una concorrenza spietata dell'economia criminale.

La strategia di intervento nel settore della sicurezza e della legalità, ispirata al principio della tolleranza zero, è impostata non solo su misure dirette finalizzate al contrasto della piccola criminalità e su politiche di coordinamento per contrastare la criminalità organizzata ma anche su azioni indirette, di prevenzione, con impatti di lungo periodo, per ridurre le sacche di devianza e rafforzare la cultura della legalità.

Una politica della sicurezza moderna ed efficiente, non può limitarsi al solo aspetto repressivo e di controllo, bensì deve accompagnarsi ad interventi preventivi direttamente connessi con le problematiche del welfare sociale e con le politiche di risanamento e riqualificazione urbanistica.

In questa direzione, il Governo Caldoro ha la consapevolezza che per la sicurezza del territorio regionale e dei cittadini che lo vivono, è indispensabile costruire una politica che preveda importanti azioni di prevenzione del disagio, della devianza sociale e delle diverse forme espressive del crimine perché la combinazione negativa di questi fenomeni abbassa la qualità della vita delle comunità amministrate, rende insicure le aree territoriali, accentua il senso di insicurezza dei cittadini, e costituisce un freno insormontabile per lo sviluppo economico sociale.

Si propone una svolta che, seppur in presenza di competenze specificamente delegate all’istituzione regionale o ad essa appartenenti, metta in campo una nuova strategia fondata su iniziative, proposte anche legislative e risorse economiche, direttamente o indirettamente tendenti a incidere sul territorio e sulle collettività, per assicurare ad esse il recupero della legalità e una nuova sicurezza. E’ necessario, innanzitutto, un riordino territoriale e ambientale che comporti deflazione del potere del crimine esercitato sul territorio, mal contrastato fino ad oggi sul piano del rispetto della legalità e delle misure di competenza da parte degli organi della Regione che hanno evidenziato negligenza e incapacità nell’affrontare tutte le problematiche del territorio lasciandolo nel controllo delle malavita.

In tale contesto, è compito della Regione l’esercizio di un’attività di coordinamento, promozione ed impulso delle politiche di sicurezza, che si articola in:

 

·      Rivalutazione della “Conferenza Regionale per la promozione delle politiche integrate di sicurezza delle Città e del territorio regionale”

che sarà convocata con cadenza predefinita, e nelle cui attività:

o   sarà proposta il rilancio della Scuola Regionale della Polizia che ha il compito precipuo di attuare interventi per la formazione e l’aggiornamento degli appartenenti alle strutture di polizia locale.

o   Verrà attivato un tavolo interistituzionale tra le 5 province.

 

·      Installazione e produzione di avanzati sistemi tecnologici per il controllo del territorio (homeland security),

al fine di evitare sprechi e progetti irrealizzati, come accaduto sino ad oggi, la Regione:

Ø  valuterà le esigenze e dei gradi di priorità dei diversi interventi, prima di avviare qualsiasi realizzazione impiantistica;

Ø  garantirà l’interoperatività dei vari sistemi;

Ø  valuterà la “sostenibilità operativa” degli interventi programmati;

Ø  saranno impiegate esclusivamente tecnologie di controllo di ultima generazione.

 

Consapevoli della centralità del settore dell’homeland security nel piano di contrasto della criminalità e di sicurezza territoriale, intendiamo avviare l’istituzione di un centro di coordinamento nazionale di tutte le attività collegate alla homeland security, sia in termini di produzioni materiali che immateriali, con evidenti ricadute occupazionali ed in termini di sviluppo delle eccellenze.

 

·      Istituzione di un Osservatorio sul degrado

quale fattore di concausa di sviluppo della criminalità e del senso di insicurezza del cittadino. Il nesso fra degrado fisico urbano e degrado sociale delle aree e alti tassi di devianza è un aspetto dal quale qualsiasi iniziativa sulla sicurezza non può prescindere. In questa direzione, l’osservatorio sarà rivolto a promuovere analisi e indagini, aggiornate, al fine di comprendere i processi sociali in atto, grazie a un’officina di ricerca capace di produrre proposte e indicazioni di lavoro.

 

·      Istituzione di una sede distaccata dell’Agenzia nazionale per la gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata;

in accordo con il Governo nazionale, con l’obiettivo di garantire un’ottimale destinazione di tali beni, sulla base di un’attenta analisi delle esigenze del territorio, ed aumentare nei cittadini la fiducia nelle istituzioni con riferimento ai beni confiscati in via definitiva ed acquisiti al patrimonio pubblico, il Governo Caldoro si impegna a portare al tavolo di programmazione politica nazionale la proposta di consentire anche loro riuso ai fini abitativi (anche in relazione al piano casa) identificando la evidente finalità sociale di tale destinazione.

 

·      Formazione di una rete regionale di contrasto al racket e all’usura,per la realizzazione di una politica integrata di sicurezza delle vittime da estorsione e usura, volta a:

 

·      promuovere una più dettagliata interpretazione e verifica dei costi di tali forme di illegalità sulle attività economiche e sulle imprese;

·      coordinare e mettere in rete tutte le associazioni, i gruppi e le istituzioni che in forma autonoma o per segmenti di relazioni istituzionali hanno sviluppato e sviluppano azioni di contrasto a tali fenomeni e azioni di protezione delle vittime al fine di promuovere una più omogenea politica di contrasto,

·      sviluppare il coordinamento di un pool di garanti che intervengano a salvaguardia delle imprese confiscate e degli imprenditori che scelgono di non pagare il pizzo e di denunciare gli estorsori. (segue)

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