Progetto Campania 2010-2015 con Caldoro Presidente (parte seconda: una Campania che funziona)

 

Una Campania che funziona

Da centro di gestione di un potere clientelare a luogo di pianificazione e programmazione a servizio del cittadino

 

Non più

o   Burocrazia lenta;

o   Sperpero del denaro pubblico con aumento delle tasse a danno dei cittadini

Ma

o   Certezza e celerità delle risposte;

o   Taglio netto delle inefficienze e riduzione delle tasse

 

Il Governo Caldoro vuole riavvicinare le istituzioni ai cittadini, fornendo servizi trasparenti ed efficienti, facilitando i rapporti con gli uffici, semplificando le procedure, accelerando i tempi delle autorizzazioni e dei pagamenti, valorizzando il potere di rappresentanza, e riportando il Consiglio regionale al centro dell’attività della Regione, rivitalizzando le funzioni di indirizzo e vigilanza.

Occorre rivalutare la Regione da luogo di mera gestione del potere al ruolo di pianificazione e programmazione, delegando i compiti attuativi agli enti locali, più prossimi ai cittadini, nel rispetto del principio di sussidiarietà. Tale processo, indispensabile ed improcrastinabile, da avviare con lo spirito di una fase costituente regionale vede come elemento essenziale per l’efficiente ed efficace funzionamento della macchina regionale, l’adeguato equilibrio dei rapporti tra Consiglio e Giunta.

La scellerata politica del centrosinistra ha portato ad una prevaricazione di fatto della Giunta sul Consiglio regionale, che risulta sostanzialmente privato delle proprie funzioni di programmazione e di controllo, con il progressivo allontanamento tra cittadini ed eletti.

Allo stesso tempo, la Giunta è stata trasformata in organo onnicomprensivo, affidato ad un’oligarchia di potenti, votato alla gestione di nomine, consulenze e potere, perdendo di vista l’interesse generale.

Occorre attuare le riforme necessarie affinchè il federalismo fiscale diventi una opportunità di sviluppo, così come nello spirito della norma, accorpando la riforma fiscale con quella tributaria e promuovendo meccanismi ed azioni per garantire che la riforma federale sia implementata nel rispetto dei principi di equità e solidarietà e costituisca un fattore di reale miglioramento dei servizi offerti alcittadino. La riforma fiscale in senso federale implica la assoluta necessità di organizzare un sistema sostenibile di gestione della regione e dei servizi pubblici, sia a livello regionale che a livello locale. Il Governo Caldoro intende promuovere meccanismi ed azioni per garantire che la riforma federale sia implementata nel rispetto di principi di equità e solidarietà e costituisca un fattore di accelerazione dello sviluppo e di miglioramento della qualità dei servizi offerti al cittadino.

Un utilizzo più moderno delle risorse aggiuntive di cui beneficiamo - fondi strutturali europei e fondi nazionali (FAS) - può contribuire a preparare la Regione a riorganizzarsi per introdurre gradualmente i meccanismi di federalismo fiscale.

È fondamentale  rendere agevole il rapporto tra la Regione ed i cittadini, semplificando norme e procedure, ed adottando strumenti che garantiscano efficienza, tempi certi, trasparenza, semplicità nell’attività dell’amministrazione, ivi inclusa la revisione della redazione del Bilancio regionale quale strumento di valutazione della efficacia dell’azione politica ed istituzionale.

In questa prospettiva intendiamo avvalerci anche del bilancio sociale quale strumento di rendicontazione delle attività della Regione, per rendere conto ai cittadini delle nostre scelte, delle attività, dei risultati e dell’impiego di risorse, nell’ambito di un disegno più ampio finalizzato al controllo strategico ed al monitoraggio dei principali assi di intervento del programma politico di governo regionale.

Per conseguire tali priorità svilupperemo le seguenti linee di intervento:

Riequilibrio delle prerogative di Consiglio e Giunta

La regione Campania, stressata da anni di amministrazioni straordinarie che hanno determinato lo sviluppo di un ceto burocratico di natura consulenziale, esige una urgente e rapida opera di manutenzione amministrativa.

Confermare e dare forza alla dirigenza regionale, ribadendone l’autonomia gestionale e l’indipendenza dalla politica, limitando al minimo necessario le pratiche di spoil-system, costituisce il primo passaggio per una riforma organica sulla base esclusiva dei parametri dell’efficienza, con una drastica riduzione del personale regionale favorita dalla delega alle autonomie di funzioni rilevanti, con la conseguente attribuzione di risorse umane e finanziarie.

Attribuire alla regione compiti esclusivi di programmazione implica la rinuncia della politica a rendite di posizione ritenute utili in nome del bene comune. Ciò determina conseguenti politiche di revisione della prassi amministrativa e della politica legislativa della regione.

Il rapporto tra gli organi regionali deve essere riequilibrato sulla base di rapporti politici di cooperazione e leale collaborazione: Presidente della Giunta regionale, Giunta regionale e Consiglio regionale devono dunque rapidamente pervenire ad un accordo normativo, che può sul piano formale concretizzarsi anche solo con delibere consiliari, mediante il quale al Consiglio regionale, oltre alle ordinarie funzioni legislative, vengano attribuite competenze, su temi fondamentali, proprie della giunta.                            

Il ruolo del consiglio regionale e dei singoli consiglieri regionali, al di la delle competenze statutarie, potrà essere ulteriormente potenziato per il tramite di un più ampio ricorso all’esercizio della delega per incarichi speciali.

Sul piano della legislazione bisognerà procedere nel primo anno della consiliatura alla redazione di testi unici disciplinanti i settori fondamentali della  vita regionale, eliminando contraddizioni e rendendo i testi normativi trasparenti ed accessibili.   

L’inserimento nella rete informatica dei testi così redatti ne faciliterà ulteriormente la conoscenza e la fruizione.

Si impone per altro il potenziamento del Consiglio delle autonomie locali, che potrà facilmente trasformarsi, con l’utilizzo degli strumenti informatici,  in un consesso permanente di consultazione ed ausilio nei processi decisionali.

Si dovrà quindi procedere a:

·      Ridefinire lo statuto ed i regolamenti consiliari per favorire lo snellimento dei lavori consiliari, rendere effettivamente operative le decisioni (che devono definire risorse, programmi ed obiettivi) e garantire tempi certi di approvazione ed attuazione sia nella fase di iniziativa legislativa che di controllo.

·      Semplificare la normativa regionale redigendo testi unici per materia che favoriscano il cittadino nella individuazione della norma di riferimento.

·      Ridefinire i rapporti tra politica ed amministrazione valorizzando il ruolo dei dirigenti, individuati in base al merito ed alla competenza, e responsabilizzandoli a raggiungere obiettivi chiari e determinati che saranno valutati in maniera oggettiva nell’ambito di un sistema di incentivi sulla produttività.

·      Riorganizzare la macchina amministrativa (Legge sulla pianta organica) ridefinendone la struttura rispetto agli assessorati di riferimento, così da armonizzare competenze e ruoli, nell’ottica della massima trasparenza ed efficacia dei procedimenti interni.

·      Garantire trasparenza ed efficienza rendendo accessibili al pubblico in via telematica tutti gli atti prodotti, riducendo le procedure e prevedendo tempi certi dei procedimenti e di emanazione dei provvedimenti, nell’ottica della massima soddisfazione dei cittadini, chiamati a valutare gli addetti anche sulla base dei risultati conseguiti ed agganciare a questi quote significative del trattamento economico accessorio.

·      Rivisitare la legislazione regionale sul Difensore civico, resistuendogli competenze definite ed effettive, volte a migliorare il rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione, nonché prevedere la nomina di commissari ad acta, in caso di ritardi e inadempienza degli uffici regionali;

·      Razionalizzare la normativa di bilancio armonizzando il bilancio regionale con la riforma del bilancio dello Stato, organizzandolo per Missioni e Programmi, in una rappresentazione dinamica, che deve essere costantemente aggiornata con le eventuali modifiche delle priorità politiche e soggetta ad un continuo processo d’affinamento, che renda la struttura del Bilancio il più possibile rispondente alle esigenze di rappresentatività, semplicità, adeguatezza e trasparenza del documento contabile.

·      Redigere il bilancio consolidato tra la Regione e le società partecipate.

Ridurre l’invasività dell’amministrazione, avvicinandola ai cittadini

Si dovrà procedere a:

 

·      Delegare l’attuazione delle linee programmatiche agli enti locali, ivi inclusa la realizzazione di opere pubbliche di interesse non strategico, introducendo strumenti di collaborazione continua tra Regione e gli enti più prossimi ai cittadini.

·      Definire un nuovo modello di cooperazione istituzionale nel quale siano prefissati sia tempi e modalità di partecipazione, sia le conseguenze del mancato apporto inter-istituzionale, con la previsione di incentivi e disincentivi di ordine finanziario applicando meccanismi premiali nel rapporto tra enti (disponibilità dell’ente locale alla realizzazione dell’opera = maggiori investimenti pubblici e privati sul territorio di riferimento), da contemperare con forme di partecipazione a monte delle decisioni, così da conseguire il duplice risultato di favorire la concorrenzialità tra enti per attrarre investimenti, e, allo stesso tempo, scongiurare effetti di rifiuto delle realtà locali per opere di interesse generale. A tal fine, è indispensabile attivare la Consulta regionale degli Enti locali, sino ad oggi improduttiva, già statutariamente prevista. 

·      Valutare le Politiche di Sviluppo e la qualità degli investimenti pubblici Istituendo un organismo al servizio del Consiglio e della Giunta, che risponda ai requisiti di indipendenza e terzietà al fine di migliorare e dare maggiore qualità ed efficienza al processo di programmazione delle politiche di sviluppo regionali ed effettuare l’alta sorveglianza e l’audit della performance degli enti pubblici regionali. Tale struttura avrà anche il compito di predisporre il bilancio sociale dei programmi di sviluppo regionale.

·      Promuovere l’efficienza, efficacia ed economicità delle società partecipate razionalizzandone, numero, ruolo e funzioni, snellendone gli organi di governo, incentivando la compartecipazione di privati con adeguate competenze settoriali e non solo quali soci di capitale e garantendo la trasparenze ed il rispetto delle norme di diritto pubblico in tema di assunzioni ed acquisizioni.

·      Promuovere la semplificazione delle procedure e delle attività, mettendo a punto strumenti di misurazione della soddisfazione dell’utente attraverso meccanismi di ascolto diretti e di riscontro immediato ed efficace.

Prepararsi al federalismo fiscale

 

Si dovrà procedere a :

 

·      Definire la normativa fiscale regionale riordinando la materia tributaria concorrente, coordinando i sistemi di fiscalità comunale e provinciale e definendo criteri agevolativi attraverso i quali ridurre il carico fiscale complessivo

·      Introdurre una fiscalità di sviluppo e compensativa dei minori trasferimenti statali e regionali nell’ambito della ristrutturazione del sistema tributario regionale, per l’avvio della quale prevediamo di valutare la possibilità di sostegno provvisorio dei fondi strutturali e del FAS.

·      Finalizzare un piano strategico regionale ed un documento unico di programmazione di tutte le risorse aggiuntive, concordando in tempi rapidi con i cittadini e con le parti sociali gli indirizzi per lo sviluppo  della regione.

Programmare le risorse straordinarie

Intendiamo rilanciare l’attuazione dei programmi operativi dei fondi strutturali e del programma attuativo del fondo per le aree sottosviluppate mediante:

 

·      La realizzazione di un programma stralcio “di emergenza”, da attuarsi fino a fine 2010 per ridare immediatamente impulso al sistema economico regionale e contemporaneamente evitare il rischio di disimpegno delle risorse.

·      La riprogrammazione di metà periodo che, eliminando gli interventi a pioggia, focalizzi l’attuazione su:

 

o   Aiuto al sistema produttivo regionale mediante incentivi selettivi per grandi progetti di investimento e aiuti automatici – credito d’imposta per la crescita del sistema produttivo sano.

o   Strumenti di ingegneria finanziaria per le imprese, soprattutto piccole e medie, quali fondi di capitale di rischio, fondi di garanzia e fondi per mutui; fondi per lo sviluppo urbano, ossia fondi che investono in partenariati tra settore pubblico e privato e altri progetti inclusi in un piano integrato per lo sviluppo urbano sostenibile.

o   Fondi di incentivazione che forniscono prestiti, garanzie per investimenti rimborsabili, o strumenti equivalenti per l'efficacia energetica e l'utilizzazione di energie rinnovabili negli edifici, compresi gli alloggi esistenti.

o   Grandi progetti di interesse strategico garantendone l’esecuzione in tempi certi, definendo un sistema di incentivi e di penalità per i beneficiari e, al contempo, istituendo una task force dedicata, che affiancherà l’amministrazione regionale per fornire assistenza tecnica anche agli Enti Locali ma anche per effettuare un controllo costante e una verifica in itinere del raggiungimento dei risultati. Tra i grandi progetti, uno riguarderà la riduzione del rischio idrogeologico, che incombe su parti significative del territorio regionale.

 

o   Opere di interesse locale creando una struttura finanziaria regionale - Banca Campana per Finanziamento degli Enti Pubblici Locali e delle Infrastrutture - per il finanziamento del credito per la realizzazione di opere pubbliche per supportare gli Enti locali alla quale parteciperà la Regione, auspicabilmente la Cassa depositi e prestiti ed eventualmente anche investitori privati (fondazioni, banche, fondi di investimento), preparandosi al federalismo fiscale e, contemporaneamente, accelerando la spesa in infrastrutture di interesse locale. (segue)

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