Progetto Campania 2010-2015 con Caldoro Presidente (parte prima)

 

 

Progetto Campania 2010-2015 con Caldoro Presidente

 

Alcuni hanno l’idea di cambiare Regione,

Altri vorrebbero continuare come prima

lavora con noi per cambiare la nostra Regione

 Per una Campania:

 

MOTORE CONTINUO DI IMPRESA E LAVORO

TERRA DI CULTURA, SCIENZA E TURISMO

PORTA EUROPEA DEL MEDITERRANEO

FORTEZZA DI SOLIDARIETA’, ETICA E LEGALITA’

 

Il Programma in Sintesi

In Campaniala la situazione di immobilismo e di corruzione si è aggravata a tal punto che i rifiuti, “la monnezza”, nelle strade hanno attestato in maniera eclatante come nell'era della società globalizzata la pessima politica rischia di far venire meno qualsiasi presupposto di sviluppo, di convivenza civile, di prosperità e se non debitamente contrastata, rischia di minare il tessuto della stessa comunità consentendo alla criminalità organizzata di infiltrarsi nelle pieghe della società confondendo i confini tra legalità e illegalità.

 

Dieci anni quindi sostanzialmente persi. Si conclude così la più lunga legislatura della Regione Campania, governata dalla sinistra.

Tutto questo, prima della cam­pagna di demarketing e di denigrazione che è durata per tanto tempo e che ci ha fatto fare un salto all'indietro di anni rispetto a Regioni in fase di crescente sviluppo economico, alle città d'arte ed aree turistiche, con le quali non possiamo oramai più competere.

Ed inoltre: 25.555 i siti conta­minati dei quali nessuno completa­mente bonificato, 7 milioni tonnel­late di spazzatura in balle che moriranno "insieme al pianeta."

Nel periodo 1995 – 2000, il tasso di crescita del PIL della Regione campana era stato tra i più elevati del Mezzogiorno. Tra le grandi regioni, la Campania veniva solo dopo la Puglia. Nei successivi otto anni, sotto il governo della sinistra, quel trend si è invertito, in modo drammatico. La Campania è stata retrocessa al quinto posto della graduatoria complessiva, come crescita del PIL.

 

 

Negli ultimi anni, essa ha fatto registrare la peggiore performance in assoluto con una flessione pari al 2,7 per cento. Quasi il doppio di quella dell’intero Mezzogiorno.

Dati allarmanti, nonostante l’incremento della spesa pubblica nella Regione abbia raggiunto 1/3 dei consumi complessivi a causa delle innumerevoli consulenze, prebende e regalie elargite dall’amministrazione regionale di sinistra.

Risultato finale è che la Campania si trova all’ultimo posto tra le regioni dell’Unione Europea nella graduatoria dei tassi di occupazione della popolazione in età da lavoro, pur avendo avuto a disposizione rilevanti finanziamenti dalla Comunità.

Il disagio sociale che nasce dalla frustrazione di chi si dichiara disponibile a lavorare, ma non trova un’occupazione è dilagato. Questo universo più ampio, fatto di disoccupati effettivi e di chi ha addirittura rinunciato, investe circa 840 mila persone. Fenomeno ancora più inquietante, perché incide sulle prospettive future, è la emigrazione intellettuale dei nostri migliori talenti, non compensata da analoghi flussi di intelligenze verso i nostri territori.

La nostra Regione richiede con urgenza una svolta. È stata martoriata e depauperata nell’economia, nei servizi e nel territorio, ma soprattutto è stata impoverita nelle coscienze dei cittadini.

I Campani non riescono più a credere ed a sperare nel futuro, si sentono degli estranei al proprio territorio e sono preoccupati per l’insicurezza della vita quotidiana e per lo scadimento dei valori.

Occorre un cambiamento radicale di impostazione e di metodo nell’azione di governo per incidere su tali problemi.

Il programma del PdL per la Campania si qualifica per la centralità del cittadino e per i principi di libertà ai quali è ispirato, nel rispetto delle vocazioni territoriali e delle potenzialità specifiche delle diverse aree meridionali..

Libertà significa costruire un’amministrazione al servizio del cittadino, che non impone regole e procedure fini a se stesse, per perpetuare il proprio potere, ma semplifica, agevola, rende le scelte trasparenti ed efficaci.

Bisogna in primo luogo qualificare la Pubblica Amministrazione in tutti i suoi comparti con criteri rigorosamente meritocratici, finalizzando la sua azione al dinamismo produttivo ed allo stimolo ed al rilancio del mercato.

Miriamo a rimuovere gli ostacoli burocratici che comunque impediscono la funzionalità del sistema Regione ed il suo rapporto con i cittadini e con il mercato del lavoro.

Siamo consapevoli che per favorire lo sviluppo e l’occupazione non funzionano le politiche calate dall’alto, che hanno caratterizzato le amministrazioni di sinistra, ma risulta importante favorire la convenienza economica delle imprese, eliminare i “detrattori” ambientali e sociali, migliorare le condizioni di vita.

Le nostre proposte scaturiscono dalla volontà di riscrivere il patto generazionale, che non faccia pagare ai giovani, il prezzo di scelte opportunistiche e conservatrici, ma preveda il miglioramento delle condizioni di vita delle future generazioni.

Per risanare lo sfascio lasciatoci e garantire un futuro ai nostri giovani, occorre innanzi tutto riorganizzare il funzionamento della Istituzione Regionale e metterla in condizione di operare al meglio per:

 

·       Creare nuova occupazione mediante lo sviluppo economico

·       Garantire la sicurezza, e contrastare la criminalità organizzata che compromette il benessere di tutti.

·       Migliorare la qualità della vita.

Al centro dell’attenzione c’è il lavoro. Sappiamo che la disoccupazione, e la necessità di garantire il mantenimento dell’occupazione, sono una vera emergenza per la maggior parte degli abitanti della Campania.

 

Noi non intendiamo proseguire la politica miope e demagogica del governo regionale degli ultimi anni, che ha affrontato il problema creando sacche assistite e non sviluppo, privilegiando pochi e non creando le condizioni per uscire dall’emergenza.

Abbiamo, pertanto, individuato e presentiamo nel programma interventi che possono ridare un ruolo da protagonista alla Campania in settori strategici per lo sviluppo socio-economico e per rilanciare l’occupazione.

Alla sicurezza dei cittadini, abbiamo riservato particolare attenzione, identificando azioni concrete di contrasto e repressione, sviluppate nei punti programmatici che seguono, finalizzate a fare della Campania un’eccellenza nella lotta alla criminalità organizzata. Siamo, altresì, consapevoli che per combattere la criminalità, non sono sufficienti politiche di rigido contrasto, ma occorre anche ridurre drasticamente il degrado sociale ed ambientale, intervenendo con politiche mirate di coesione sociale per lo sviluppo della persona, per il risanamento dei contesti abitativi, e per il miglioramento dei servizi al cittadino.

Il sistema sanitario in Campania, che pure annovera settori di eccellenza ed esempi di dedizione ed efficienza, è stato compromesso dall’invadenza di una politica clientelare, e dall’incapacità di identificare un modello sanitario all’altezza delle esigenze, a danno della salute dei cittadini e con un incremento della tassazione. Proponiamo, invece, un progetto di rilancio e razionalizzazione virtuosa, che ci adegui agli standard nazionali sia per la qualità delle prestazioni che per l’efficienza.

Il territorio della regione Campania è uno dei principali fattori di sviluppo che intendiamo implementare, essendo convinti che esso rappresenti il valore aggiunto ed esclusivo che ci ha consentito, nonostante le politiche scellerate a cui è stato sottoposto, di conservare un ruolo di prestigio nello scenario nazionale ed internazionale. La valorizzazione delle potenzialità locali, integrate in un nuovo sistema coordinato a scala metropolitano, può ristabilire gli equilibri territoriali ed avviare il motore dello sviluppo socio – economico – culturale di una regione oramai al limite del collasso strutturale. Occorre creare le condizioni affinché si possa sviluppare un sistema produttivo che sia sostenibile e competitivo sui mercati internazionali e che, avvalendosi delle potenzialità territoriali, ne garantisca la conservazione avviando un virtuoso volano di sviluppo. Centrale in questo senso è l’esigenza di puntare a ridurre la densità edilizia ed abitativa nelle aree di maggiore degrado e congestione.

Gli obbiettivi saranno raggiunti principalmente mediante la semplificazione delle diverse leggi regionali e la redazione di un Testo Unico per l’urbanistica e l’edilizia che elimini le irragionevoli norme restrittive e le complicazioni procedurali che oggi paralizzano lo sviluppo proponendo un eccessiva ingerenza della regione nelle politiche locali e paralizzando il comparto.

Il miglioramento della qualità della vita dei cittadini, richiede una sanità efficiente ed una politica per la tutela dell’ambiente e valorizzazione del territorio. Queste ultime sono alla base anche dello sviluppo del turismo, risorsa fondamentale per il nostro futuro.

Il futuro della Campania, si gioca anche sulla capacità di valorizzare la sua posizione geografica, svolgendo un ruolo da protagonista nello scambio economico e culturale, tra Europa e Paesi del Mediterraneo.

L’esigenza, peraltro, di una necessaria discontinuità deve però coniugarsi alla ineliminabile continuità dell’azione amministrativa che richiede estrema moderazione nell’approccio ai problemi, in modo da recuperare tutto quanto di utile proviene dal passato.  

Inoltre, le singole proposte settoriali devono concorrere a delineare un progetto complessivo che corrisponda ad una idea della regione-comunità, per non disperdere gli interventi in una politica del fare che, senza disegno complessivo, scada poi in una sequenza di meri atti spesso collegati alle sole emergenze e dunque di corto respiro.

Infine, è di assoluta priorità ed urgenza ricondurre all’ordinario l’amministrazione regionale, determinando la fine di tutte le esperienze commissariali, che pur forse giustificate al tempo da eccezionali ragioni di emergenza sociale, hanno per la lunga durata svuotato di senso l’amministrazione ordinaria demotivandola e rendendola ancora più inefficace.

Un ultima annotazione è, infine, sul piano del metodo opportuna:  concerne l’elaborazione di una strategia comunicativa fondata sulla massima trasparenza, che renda i cittadini campani partecipi dei processi decisionali, in corrispondenza di una responsabilità di governo che deve essere percepita come collettiva della coalizione, senza enfasi carismatica per ruoli, certamente in maggiore evidenza, personali e lideristici. Dunque, non governo del Presidente bensì di uomini e donne solidarmente legati da un vincolo di condivisione di valori e visioni.

Il programma che vi presentiamo prevede: scelte di priorità, eliminazione di sprechi, pianificazione degli interventi nell’ottica di un “bilancio sociale”, nell’ambito di una stretta sinergia con il Governo nazionale.

Su questa base, il candidato alla Presidenza della Regione Campania, Stefano Caldoro, si impegna a costruire con la sua Squadra di Governo:

 

·   Una Campania che funziona

·   Una Campania sicura

·   Una Campania competitiva

·   Una Campania per i cittadini

·   Una Campania bella e vivibile

·   Una Campania porta europea del Mediterraneo (segue)

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