Domande e risposte per l'influenza H1N1

 


1. Che cos’è l’influenza?
L'influenza è una malattia provocata da virus (virus influenzali) che infettano le vie aeree (naso, gola, polmoni). È molto contagiosa, perché si trasmette facilmente attraverso goccioline di muco e di saliva, anche semplicemente parlando vicino a un'altra persona. I sintomi che all'inizio la caratterizzano possono essere molto variabili, dal semplice raffreddore al mal di testa, dall'infiammazione della gola alla bronchite, ai dolori osteo-articolari. Nei bambini si osservano più frequentemente vomito e diarrea, negli anziani debolezza e stato confusionale. La vaccinazione costituisce la principale misura di prevenzione.Spesso vengono impropriamente etichettate come "influenza" diverse affezioni delle prime vie respiratorie, sia di natura batterica che virale, che possono presentarsi con sintomi molto simili. Nello stesso periodo dell'anno in cui la circolazione dei virus influenzali è massima (in Italia solitamente da dicembre a marzo) possono contemporaneamente circolare molti altri virus che provocano affezioni del tutto indistinguibili, dal punto di vista clinico, dall'influenza (Adenovirus, Rhinovirus, virus sinciziale respiratorio etc.).

2. Quali sono i sintomi dell'influenza?

I sintomi dell'influenza sono comuni a molte altre malattie: febbre (generalmente accompagnata da brividi), mal di testa, malessere generale,mancanza di appetito, dolori muscolari e osteoarticolari, sintomi respiratori (tosse, mal di gola, congestione nasale), congiuntivite. Soprattutto nei bambini si possono manifestare anche sintomi a carico dell'apparato gastro-intestinale (nausea, vomito, diarrea).

3. Come si trasmette?

Per via aerea, attraverso le goccioline di saliva emesse con la tosse, lo starnuto o anche semplicemente parlando. Il periodo di contagiosità comincia un pò prima che si manifestino i primi sintomi (malessere etc.) e si prolunga per 3-5 giorni; solitamente il periodo di contagiosità è un pò più lungo nei bambini che negli adulti. Il periodo di incubazione dell'influenza è molto breve, da 1 a 4 giorni (in media 2). Il virus dell'influenza, che resiste molto bene nell'ambiente esterno in situazioni di bassa temperatura ed umidità, si diffonde facilmente negli ambienti affollati.

4. Quali sono le complicazioni dell'influenza?

Le complicazioni dell'influenza vanno dalle polmoniti batteriche, alla disidratazione, al peggioramento di malattie preesistenti (ad esempio malattie croniche dell'apparato cardiovascolare o respiratorio), alle sinusiti e alle otiti (queste ultime soprattutto nei bambini).

5. Come si cura l'influenza?

In caso di sintomatologia influenzale è opportuno rivolgersi al proprio medico curante.Nei confronti dell'influenza può essere messa in atto una terapia sintomatica, con farmaci quali antipiretici ( che abbassano la febbre), analgesici (che agiscono sul senso di malessere, sulla cefalea e sui dolori articolari e muscolari) ed antinfiammatori. Il trattamento sintomatico ed il riposo (per 24-48 ore dopo la scomparsa della febbre) sono sufficienti nella maggior parte dei casi di influenza non complicata; in presenza di complicazioni (polmonari o di altro tipo) va naturalmente prescritta e somministrata una terapia specifica sotto controllo medico.

6. Quando si debbono usare gli antibiotici?

Gli antibiotici sono attivi solo contro le infezioni batteriche e perciò, nell'influenza, patologia di origine virale, non hanno alcun effetto. Costituiscono comunque un presidio molto importante in caso di complicanze batteriche, che possono verificarsi nel corso della malattia, soprattutto in soggetti predisposti a causa di fattori di rischio o di malattie concomitanti; è importante evitarne l'uso indiscriminato e l'indicazione al loro uso va riservata al medico.

7. Come ci si può proteggere dall'influenza?

La vaccinazione antinfluenzale rappresenta il mezzo più efficace e sicuro per prevenire la malattia e le sue complicanze. I vaccini antinfluenzali, la cui composizione può variare di anno in anno, a seconda delle caratteristiche dei ceppi di virus influenzali circolanti, hanno un'efficacia, in soggetti sani adulti, variabile dal 70 al 90% e riducono la mortalità legata all'influenza del 70-80% (fonte OMS) in quanto, anche se non sempre riescono a prevenire l'infezione, agiscono riducendo in modo sostanziale la frequenza delle sue complicazioni

8. Per chi è utile la vaccinazione antinfluenzale?
La vaccinazione antinfluenzale in sé è un intervento di profilassi che può essere utile per tutti coloro che desiderino evitare l'infezione e contribuire a ridurre la circolazione dei virus influenzali.

9. Per chi è necessaria la vaccinazione antinfluenzale?

La Circolare del Ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali del 5 settembre 2008 indica le seguenti categorie di soggetti cui i servizi territoriali di prevenzione dovranno offrire la vaccinazione antinfluenzale: 
* Soggetti di età pari o superiore a 65 anni 
* Bambini di età superiore ai 6 mesi, ragazzi e adulti affetti da: o malattie croniche a carico dell'apparato respiratorio (inclusa l'asma persistente, la displasia broncopolmonare e la fibrosi cistica) o malattie dell'apparato cardiocircolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite o diabete mellito e altre malattie metaboliche o malattie renali con insufficienza renale o malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie o tumori o malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci da HIV o malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinale o patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici o patologie associate ad un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (ad es. malattie neuromuscolari) 
* Bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale 
* Donne che all'inizio della stagione epidemica si trovano nel secondo e nel terso trimestre di gravidanza 
* Individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti 
* Medici e personale sanitario di assistenza 
* Familiari e contatti di soggetti ad alto rischio 
* Soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e categorie di lavoratori 
   E' facoltà delle Regioni/PP.AA. definire i principi e le modalità dell’offerta a tali categorie 
* Personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani: o allevatori o addetti all'attività di allevamento o addetti al trasporto di animali vivi o macellatori e vaccinatori; o veterinari pubblici e libero-professionistiLa protezione di tali soggetti è finalizzata ad evitare fenomeni di riassortimento genetico tra virus influenzali umani ed animali (nel corso di co-infezioni), da cui potrebbero originare nuovi ceppi dotati di potenziale pandemico.

10. Per chi è sconsigliata la vaccinazione?
Il vaccino antinfluenzale non deve essere somministrato a: 
* Lattanti al di sotto dei sei mesi (per mancanza di studi clinici controllati che dimostrino l’innoquità del vaccino in tali fascie d’età) 
* Soggetti che abbiano manifestato reazioni di tipo anafilattico ad una precedente vaccinazione o ad uno dei suoi componenti 
* Una malattia acuta di media o grave entità, con o senza febbre, costituisce una controindicazione temporanea alla vaccinazione, che va rimandata a guarigione avvenuta
Un’anamnesi positiva per sindrome di Guillain Barrè costituisce motivo di precauzione riguardo alla somministrazione di vaccino antinfluenzale.

11. Come si fa la vaccinazione?

Il vaccino antinfluenzale va somministrato per via intramuscolare, preferibilmente a livello del muscolo deltoide (braccio) nei soggetti di età superiore ai 9 anni o della faccia antero-laterale della coscia nei bambini e nei lattanti. Nei bambini di età inferiore ai 9 anni, mai vaccinati in precedenza, si raccomandano due dosi di vaccino antinfluenzale, appropriate per l'età, a distanza di un mese l'una dall'altra. Per tutti gli altri soggetti è sufficiente una sola dose di vaccino.

12. Quali sono gli effetti collaterali della vaccinazione?
Gli effetti collaterali comuni dopo somministrazione di vaccino antinfluenzale consistono in reazioni locali, quali dolore, eritema, gonfiore nel sito di iniezione.Le reazioni sistemiche comuni includono malessere generale, febbre, mialgie, con esordio da 6 a 12 ore dalla somministrazione della vaccinazione e della durata di 1 o 2 giorni. Vengono raramente segnalate anche reazioni allergiche. Sono stati riferiti, dopo vaccinazione antinfluenzale, eventi rari quali trombocitopenia, nevralgie, parestesie, disordini neurologici.

13. Bisogna vaccinare tutti i bambini contro l'influenza?
Un bambino in buone condizioni di salute è in grado di reagire autonomamente o con il semplice supporto di terapie sintomatiche nei confronti del virus influenzale. Perciò, la vaccinazione antinfluenzale nei bambini sani potrebbe essere utile solo come mezzo di prevenzione collettiva, finalizzata all'interruzione della catena di trasmissione.

14. Quali bambini bisogna vaccinare?

Ci sono bambini per i quali la vaccinazione, non solo è utile come mezzo di prevenzione collettiva ma è necessaria ai fini di una protezione individuale, in quanto, in caso di malatte, potrebbero più facilmente andare incontro a complicanze. Sono bambini di età superiore ai 6 mesi affetti da: 
1. malattie croniche a carico dell'apparato respiratorio (inclusa l'asma persistente, la displasia broncopolmonare e la fibrosi cistica) 
2. malattie dell'apparato cardiocircolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite 
3. diabete mellito ed altre malattie metaboliche 
4. malattie renali con insufficienza renale 
5. malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie 
6. tumori 
7. malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV 
8. malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinale 
9. patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici 
10. patologie associate ad un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (ad es. malattie neurologiche e neuromuscolari) 
11. bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale

15. Si può allattare con l'influenza?

Il virus influenzale è diffuso in tutto l'organismo e quindi anche nel latte, dove peraltro sono presenti anche gli anticorpi. La trasmissione dell'infezione, però, avviene soprattutto per via "aerea", quindi, per evitare di contagiare il bambino è consigliabile allattare mettendo, per esempio, una mascherina sulla bocca.

16. Si può allattare dopo essere stati vaccinati contro l'influenza?
La vaccinazione antinfluenzale non è controindicata nelle donne che allattano e l'allattamento non interferisce sfavorevolmente sulla risposta immunitaria.

17. E' sicuro il vaccino antinfluenzale in gravidanza?
La Circolare del Ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali, emanata annualmente e dedicata alla prevenzione ed al controllo dell'influenza raccomanda la vaccinazione antinfluenzale alle donne che si trovano nel secondo e terzo trimestre di gravidanza. I vaccini antinfluenzali sono a base di virus uccisi o di subunità e non comportano quindi, in nessuna fase della gravidanza, i rischi connessi all'impiego di vaccini a base di virus viventi attenuati. Tuttavia nel primo trimestre di gravidanza, in assenza di condizioni mediche predisponenti che rendano imperativa la vaccinazione antinfluenzale, questa deve essere subordinata ad una attenta valutazione del rapporto rischio beneficio da parte del medico curante.

18. La vaccinazione è gratuita?
La vaccinazione è offerta gratuitamente alle categorie a rischio individuate nella Circolare emanata annualmente dal Ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali. E cioè: 
* Soggetti di età pari o superiore a 65 anni 
* Bambini di età superiore ai 6 mesi, ragazzi e adulti affetti da: o malattie croniche a carico dell'apparato respiratorio (inclusa l'asma persistente, la displasia broncopolmonare e la fibrosi cistica) o malattie dell'apparato cardiocircolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite o diabete mellito ed altre malattie metaboliche o malattie renali con insufficienza renale o malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie o tumori o malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV o malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinale o patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici o patologie associate ad un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (ad es. malattie neuromuscolari) 
* Bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale
* Donne che all'inizio della stagione epidemica si trovano nel secondo e nel terso trimestre di gravidanza 
* Individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti 
* Medici e personale sanitario di assistenza 
* Familiari e contatti di soggetti ad alto rischio 
* Soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e categorie di lavoratori E' facoltà delle Regioni/PP.AA. definire i principi e le modalità dell’offerta a determinate categorie 
* Personale che, per motivi occupazionali, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani: o allevatori o addetti all'attività di allevamento o addetti al trasporto di animali vivi o macellatori e vaccinatori; o veterinari pubblici e libero-professionisti

19. A chi rivolgersi per effettuare la vaccinazione?

Oltre che presso le Aziende Sanitarie Locali (ASL) la vaccinazione viene effettuata, nell'ambulatorio del proprio Medico di base e del Pediatra di scelta, se questi professionisti hanno stipulato una convenzione in tal senso con Regione o con la ASL. E' opportuno informarsi presso il proprio Assessorato regionale alla sanità o presso la propria ASL se tale convenzione è stata effettivamente stipulata.

20. Quando vaccinarsi?

Si consiglia di praticare la vaccinazione tra metà ottobre e metà novembre, ricordando che occorrono almeno due settimane per una risposta anticorpale adeguata. Vaccinarsi prima ha poco senso, perché la copertura immunitaria fornita dal vaccino potrebbe diminuire proprio nel periodo di massima attività dei virus influenzali, che in Italia va solitamente dalla fine di dicembre ai primi giorni di marzo. La vaccinazione, rimane comunque un efficace mezzo protettivo anche se viene effettuata in periodi successivi, e può trovare indicazioni, ad esempio, in persone che effettuino viaggi all'estero in zone in cui l'attività influenzale segue ritmi diversi dai nostri.

21. I farmaci antivirali possono prevenire l'influenza?

I farmaci antivirali servono per ridurre la durata e la gravità dei sintomi dell'influenza, e permettono di evitare l'insorgenza di complicanze legate all'influenza, ma richiedono comunque sempre l'apporto di altri farmaci. Come tutti i farmaci, hanno delle controindicazioni d'uso e possono provocare effetti indesiderati:vanno quindi assunti sempre su consiglio medico. Il loro uso non va mai considerato una alternativa alla vaccinazione antinfluenzale (a meno di dimostrate controindicazioni all'uso del vaccino), che rimane il mezzo più efficace, sicuro ed economicamente vantaggioso per prevenire la malattia

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