E ora riflettiamo sul partito

 

“Superato l'ennesimo fuoco di sbarramento di alcuni giornali, adesso che abbiamo a disposizione tutto il quadro delle elezioni la situazione è chiara: il Partito Democratico ha subito una secca sconfitta alle elezioni Europee (-7%, dove ha perso qualcosa come un intero partito) e una disfatta alle elezioni Comunali e Provinciali. Come dice il settimanale tedesco Der Spiegel (essendo di un giornale straniero si tratta di una fonte sacra per i nostri amici della sinistra) 'nessun altro Governo nell'Unione Europea ha superato in modo altrettanto integro le elezioni Europee'. Adesso il problema essenziale è quello di una ripresa dell'attività' politica del Governo, di definire una politica per il Mezzogiorno, di proseguire per ciò che riguarda sicurezza, ammortizzatori sociali e riforme. Poi, nei tempi e nei modi giusti, va fatta una riflessione sul partito, così come veniamo sollecitati da varie parti”. È quanto dichiara l’on. Fabrizio Cicchitto, capogruppo PdL alla Camera.

 Franco Frattini – “Le polemiche pre elettorali della stampa estera ed il caso Noemi non hanno influito sul risultato. Avrebbero influito se avessi visto il risultato non di perdita del Pd ma di conferma delle percentuali di un anno fa; se avessi visto una riduzione del Pdl che non fosse dovuta a fattori come l’astensione in Sicilia e in Sardegna o di un po’ di travaso interno con la Lega Nord”.

 Antonio Leone – “Se dopo aver perduto 36 delle 50 province che governavano, aver visto PdL e Lega vincere al primo turno in 6 comuni amministrati dal centrosinistra, essere costretti al ballottaggio in altri 13 comuni in cui il centrosinistra aveva vinto nelle precedenti consultazioni e se dopo aver perduto ben quattro milioni di voti alle europee, Franceschini continua a dire che il Pd ha tenuto e che addirittura sarebbe in grado di mettere in piedi un’alternativa a Berlusconi, allora possiamo credere che i marziani sono davvero fra noi o che la fine del mondo è purtroppo questione di mesi”.

 Osvaldo Napoli – “L’aggressione squadristica e concentrica contro il premier Silvio Berlusconi dovrebbe convincere Franceschini e compagnia di una verità: il centrodestra è una realtà estesa e radicata nel territorio, forte di un ceto dirigente che si è formato nel fuoco della battaglia politica e, dunque, impermeabile alle campagne orchestrate contro il premier. Berlusconi ha condotto quindici anni di seminagione e oggi si cominciano a raccogliere i frutti. Ha tracciato il solco e milioni di italiani sono scesi a difenderlo e a seminarlo. La sconfitta del Pd è di dimensioni storiche e tale da archiviare il decimo segretario. Siamo in attesa dell'undicesimo”.

 Claudio Scajola – “I risultati delle elezioni europee e delle amministrative confermano la forte tenuta della maggioranza di governo, nonostante il forte astensionismo al Sud, che ha penalizzato soprattutto il Pdl. Va rilevato che il Governo ha dovuto fronteggiare nell’ultimo anno numerose emergenze, dalla crisi economica al terremoto in Abruzzo. La conferma del consenso degli italiani a Berlusconi e al suo governo è uno sprone ad agire con maggiore determinazione per affrontare i problemi economici e sociali, per accelerare la ricostruzione delle zone colpite dal sisma, per rafforzare le politiche per le famiglie, le imprese, le infrastrutture, il Mezzogiorno. Da sottolineare, infine, che nonostante l’ottimo risultato della Lega, il Pdl resta il primo partito in tutte le grandi Regioni del Nord, con un risultato particolarmente lusinghiero in Liguria. Nell’ex regione rossa, il Pdl ha ottenuto il risultato migliore di tutto il nord Italia”.

 Piero Testoni – “Ridicolizzato da Di Pietro che sta assumendo la leadership del Pd a spese di Franceschini, il capogruppo alla Camera Antonello Soro parla dei risultati della Sardegna in pieno stato confusionale. Non c’è stato un astensionismo contro Berlusconi, come farebbe comodo all’allievo di Franceschini, e tanto meno contro il Governatore Cappellacci e la giunta che hanno mandato a casa Soru. L’unica differenza tra il voto alle Regionali e l’apparente recupero del Pd nell’isola consiste nel fatto che i pugnalatori di Soru hanno ripreso posto tra le fila consuete. Peccato che una cosa così semplice da vedere e da capire sia rimasta oscura al politico barbaricino”.

 Denis Verdini – “L’elemento che ha alterato le percentuali è stato quello dell’astensione al Sud e nelle isole, che ha colpito un bacino elettorale estremamente forte per il Pdl: senza questo elemento, il risultato sarebbe stato diverso. Certamente la campagna elettorale è stata infarcita di elementi esogeni che probabilmente hanno influito”.

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