PdL, una conferma dagli italiani

 

In democrazia la rispettabile opinione dei giornali, il paludato parere della stampa estera e perfino i rumors delle cancellerie internazionali contano assai meno dei voti e della opinione di un popolo civile e libero. Non è difficile ipotizzare dunque che l’8 giugno, se il risultato delle urne confermerà ciò che i sondaggi dicono sul Pdl e gli alleati, saranno gli italiani a cancellare o almeno ad annebbiare le polemiche di queste settimane sollevate contro il Presidente del Consiglio, contro il governo e – a ben vedere – contro l’Italia stessa! È grave, ma non serio purtroppo, che invece di parlare di occupazione, di tasse, di sicurezza e di stato sociale in queste ore la politica giochi con il gossip sferrando colpi sotto la cintura che risultano di per sé vergognosi anche quando (è il caso di Dario Franceschini), si ritorcono pesantemente contro gli autori. Eppure l’opposizione dovrebbe aver capito che il clima di scandalo imposto dalla mosca cocchiera Repubblica ferisce l’Italia, imbarazza il Palazzo, ma incide poco o nulla sull’opinione del popolo. A ben vedere è questa la migliore dimostrazione che chi sta dietro questa manovra che forse non merita l’epiteto di “complotto” non si basa sul consenso degli italiani, anzi non è minimamente interessato. Punta esclusivamente ad una destabilizzazione delle strutture portanti della democrazia nella illusione – come fecero gli irriducibili pm di Mani Pulite in altra epoca – di indebolire il governo fino a suscitare un possibile ribaltone! Anche per questo, il day after dell’8 giugno segnerà, più che una resa dei conti, un ritorno all’equilibrio e alla visione reale di ciò che alla gente interessa ben oltre il gossip o il pettegolezzo familiare di questa triste stagione. Il clima di rissa che l’opposizione evoca in mancanza di una politica non distrarrà l’elettorato: se questo avviene è nostro dovere rimboccarci le maniche dopo la prova europea ed amministrativa e volare alto. Come? Se finora, doverosamente, il governo Berlusconi ha dato il meglio per risolvere le emergenze, lo spartiacque di giugno deve servirci per aprire con autorevolezza, con o senza una opposizione sterile e vacua, la stagione delle riforme liberali. Sarà il modo migliore (pensiamo alle pensioni, o agli ammortizzatori sociali, o ad altre forme riconoscibili di un grande progetto politico – istituzionale) per seppellire come merita il finto scandalo e il pretesto vero che nelle ultime settimane sta ammorbando il clima italiano. Non si tratta di difendere chi non ne ha bisogno, ma di riprendere con più solidità e maggiore responsabilità la strada per cui Berlusconi è stato scelto da milioni di italiani per una legislatura di autentico progresso.

Carfagna: si ritorni al dialogo politico “Il Parlamento vede tra i suoi banchi alcuni uomini dalle assai dubbie capacità politiche. Ma nessuno si sorprende. Allora viene un sospetto. Che sia Berlusconi l’ingrediente indigesto?”. Mara Carfagna, ministro per le Pari opportunità, difende Silvio Berlusconi dalle polemiche delle ultime settimane e chiede alla politica “di fare un passo indietro, di ritornare al di qua di quel limite della decenza e del buon senso che è stato abbondantemente superato”.

Prestigiacomo: da Franceschini solo meschinità politiche “L’opposizione non ha argomenti e si rifugia nell’inqualificabile. Berlusconi e il suo straordinario consenso nel Paese inducono chi non ha armi politiche a cercare scorciatoie vergognose”. Stefania Prestigiacomo, ministro dell’Ambiente, critica la politica del Pd e rimanda al mittente gli attacchi a Silvio Berlusconi: le parole di Franceschini, dice, sono “un segnale di meschinità morale e politica di un leader di un partito in liquidazione”.

Il ministro è certa che “il risultato di questa strategia da ballatoio sarà la fuga degli elettori dalla sinistra”.

Fitto: Franceschini si scusi con il premier “Franceschini? Chieda scusa al presidente Berlusconi, forse recupererà credibilità anche tra i suoi”. Così il ministro per gli affari regionali e le autonomie locali, Raffaele Fitto, ha replicato a San Leucio del Sannio (Benevento) ai giornalisti sulle polemiche sollevate dalle dichiarazioni del leader del Pd contro il presidente del Consiglio dei Ministri. “Franceschini - ha aggiunto Fitto - ha provato a chiedere scusa ma non lo ha fatto in modo compiuto, anche sulla base delle sollecitazioni che gli sono venute dal suo interno. Se chiedesse scusa al presidente Berlusconi e ai suoi familiari per la totale caduta di stile forse farebbe cosa utile al confronto politico, se continua con l'insinuare che non ha voluto dire quello che invece ha detto penso che non dia un contributo sereno e serio a questa campagna elettorale. E' veramente inaccettabile che si possano utilizzare questi toni e questi metodi”.

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