FIAT senza Chrysler, pronto piano B

di Redazione

 

 

Prevista una quota delle azioni da distribuire anche ai sindacati L’operazione Fiat-Chrysler ha il 50% di possibilità di andare in porto. Ma anche nel caso peggiore, il gruppo di Torino ha già pronto un piano B sul quale l’amministratore delegato Sergio Marchionne sta già lavorando. Lo ha detto ieri il presidente della Fiat, Luca Cordero di Montezemolo. Lo ha scandito chiaramente il presidente, Luca Cordero di Montezemolo, che, senza fornire ulteriori particolari, ha comunque lanciato apertamente il messaggio che se la trattativa negli Stati Uniti si dovesse arenare senza sfociare in un accordo, Fiat non resterà con le mani in mano.
L’operazione è «un fatto importante per Fiat e molto importante per i prodotti italiani e l’industria italiana nel più grande mercato del mondo. - ha sottolineato Montezemolo - Vediamo se si può realizzare, altrimenti c’è un piano B ben presente davanti a noi». Fiat può del resto farsi forte anche dei buoni risultati ottenuti in Europa a marzo, mese in cui, grazie agli incentivi e ai «modelli d’avanguardia», ha osservato ancora il presidente, il gruppo ha visto la propria quota di mercato salire al 9,2%, con un aumento delle immatricolazioni di quasi il 15%. Intanto dagli Usa arrivano nuove indiscrezioni: secondo Automotive News, se Chrysler riuscirà a ottenere dai creditori e dai sindacati le concessioni richieste dall’amministrazione Obama, a Fiat e al sindacato United Auto Worker (Uaw) potrebbero andare le quote maggiori della casa automobilistica, mentre le quote degli attuali azionisti, cioè Cerberus e Daimler, sarebbe azzerate nell’ambito della ristrutturazione finanziaria. In una Chrysler salvata il Uaw «potrebbe ricevere una quota significativa, forse addirittura maggiore dell’iniziale 20%», mentre la quota di Fiat sarebbe inizialmente del 20%: al Lingotto sarebbe poi consentito di salire a blocchi di cinque punti percentuali al 35% via via che la casa automobilistica torinese raggiunga gli obiettivi fissati nel fornire tecnologia a Chrysler. Una terza importante quota di Chrylser andrebbe a un fondo controllato dalla task force designata da Obama per supervisionare le ristrutturazioni di Detroit: in questa quota rientrerebbe anche il 15% che Fiat potrebbe acquisire per raggiungere il tetto del 35%.In attesa di vedere la ‘500’ sulle strade americane, obiettivo cui, ha osservato l’amministratore delegato del Brand Fiat Automobiles, Lorenzo Sistino, si sta lavorando, l’ostacolo più grande sulla strada dell’accordo con il costruttore americano resta quello dei sindacati negli Stati Uniti e in Canada, evidenziato ieri dall’amministratore delegato di Torino, Sergio Marchionne. Alle sue parole si sono aggiunte oggi quelle del ministro dell’Industria canadese, Tony Clement, che, ricalcando le richieste dell’ad, ha invitato i lavoratori del settore automotive a rendersi conto della «gravità della situazione» e ad accettare un significativo ridimensionamento dei loro salari. I tempi del resto stringono e l’accordo dovrà necessariamente chiudersi entro le prossime due settimane.
I sindacati richiedono però attenzione anche in Italia, soprattutto per gli stabilimenti di cui, lamentano, non si conosce il futuro. «Se si pensa alla creazione di una grande Fiat internazionale contrapposta a una piccola Fiat italiana ci si sbaglia di grosso e noi ci opporremo in tutti i modi possibili all’eventuale chiusura di stabilimenti», sottolinea il segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini. Tutte le sigle dei metalmeccanici (Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil, Fismic) organizzeranno quindi nella giornata di domani presidi in oltre venti province, per chiedere di «prolungare la cassa integrazione ordinaria da cinquantadue a centoquattro settimane, elevare la copertura all’80% del salario ed estenderla alle migliaia di giovani precari, cacciati dalle fabbriche». La Fim-Cisl ha intanto annunciato che la prossima settimana sarà a Detroit per incontrare i vertici della Uaw (United Automobile Workers) e per visitare la Chrysler.

 

Notizia pubblicata il 18/04/2009

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