Un grande Presidente contro una grande crisi

di Matteo Esposito

 

Sono trascorsi precisamente 70 giorni dall’insediamento alla casa bianca del nuovo presidente Barack Hussein Obama. La sua campagna elettorale è stata degna di attenzione da tutto il mondo ed ora che è al comando della nazione più forte del mondo, si trova a combattere contro una crisi finanziaria che, se qui in Italia non è ancora arrivata, in America ha già provocato danni seri ma riparabili ed è così che pensa di agire il nuovo presidente. Fin dall’inizio della sua campagna elettorale, Obama ha sempre sottolineato l’importanza della specializzazione all’interno di un sistema parzialmente protezionista. Infatti, dopo la fallimentare politica economica di G.W.Bush e il fallimento di diverse note banche, l’idea adottata da Obama mira a rivalorizzare e successivamente rilanciare il Prodotto Americano.
Il Programma economico di Obama si articola in 8 punti:
Il rilancio dell'economia partendo dall'industria dell'auto:
Crysler e General Motors sono le due aziende produttrici di automobili che hanno reagito nel peggiore dei modi a questa crisi e hanno usufruito dell’ausilio governativo affinchè possano rilanciare i propri prodotti sul mercato con qualità migliore. Una delle ultime notizie d’oltre oceano riferiscono che Obama ha valutato la situazione dell’azienda Crysler e che senza accordi(e qui c’è il colpo di scena) con Fiat, e quindi senza aiuti statali di 6mld di dollari, l’azienda sarebbe costretta a dichiarare banca rotta data la sua tragica situazione.
Commercio:Sono stati rivisti e ristrutturati diversi patti che le aziende statunitensi avevano stipulato con aziende orientali(dove la mano d’opera è estremamente bassa) per la produzione di prodotti mirati al mercato USA. <> ha spiegato Obama < >. Inoltre ha attuato una politica economica protezionista ed ha promesso multe molto salate per quelle aziende che continueranno ad eludere le decisioni governative.
Investimenti nelle infrastrutture: E’ sempre stato uno dei punti forti durante la campagna elettorale la questione delle infrastrutture. Più infrastrutture significa più lavoro quindi maggiore occupazione. L’idea del neopresidente è sempre stata quella di pensare al fattore umano come vero strumento per uscire dalla crisi. Lo ha dimostrato investendo nel capitale umano tramite la sua campagna elettorale ed ora che ne ha la possibilità sta cercando di investire più fondi possibili non nelle aziende ma nei lavoratori delle stesse. Le sue parole sono state:<>. Tra i campi interessati nel progetto vi sono Occupazione, risparmio energetico e nuove tecnologie.
Sgravi fiscali per la classe media: La classe media americana è stata martoriata dalle tasse negli ultimi 30 anni. Durante il boom del dollaro durato all’incirca 50 anni, la classe media ha sempre pagato più tasse e quindi guadagnato sempre lo stesso livello di salario. Come promesso Obama ha seria intenzione di alleggerire gli sgravi fiscali per il ceto medio e , al contrario, alleggerire le tasche dei ceti alti con tasse a misura di dichiarazione dei redditi.
Energia:Col nuovo presidente gli Usa hanno scoperto il lato “sostenibile ” dell’energia: L’energia alternativa. Uno dei punti cruciali del piano economico di Obama è l’abbandono totale del petrolio per usufruire a pieno delle risorse naturali molto presenti negli States.
Piano Sanitario:Non poteva mancare il piano sanitario di cui gli Usa necessitano maggiormente. Dopo le continue denunce di Michael Moore(Sicko, Fahrenheit 9/11,Bowling for Colombine ), noto giornalista americano, lì ai piani alti hanno finalmente aperto gli occhi. Sembrerebbe che la prima causa di morte in America sia proprio il suo sistema sanitario, davvero strano visto che sarebbe il mezzo per guarire le persone e non dargli il colpo di grazia con cifre esorbitanti. Chi non ha l’assistenza sanitaria è costretto ad emigrare o a pregare, anche se la seconda non sempre è sicuro che riesca. Molte persone sono state costrette a rivolgersi alla vicina isola di Cuba(assistenza sanitaria migliore del mondo) e al Canada(ottima anch’essa).
Anche se tutti questi ambiti sono di estrema importanza, il campo che accomuna tutti i paesi del mondo non è il dialogo ma le borse. Indiic alti e bassi sono divenuto oramai prassi e il piano di Obama è diviso in due parti: Eliminare i titoli tossici ed evitare bonus ai manager. La questione dei titoli tossici è semplice: Immaginate di avere un cesto di mele, i titoli tossici sono delle mele marce che si sino depositate sul fondo del cesto. L’obbiettivo di Obama è proprio quello di eliminare questi titoli altamente instabili tramite la partecipazione di Capitali Privati. Entrare nello specifico sarebbe inutile mentre capire le conseguenze sarà fondamentale. Per quel che riguarda i bonus ai manager Obama ha deciso di non far erogare dalle aziende dei bonus troppo alti a causa della recessione sempre più forte. Inoltre il caos Anti Manager ha colpito anche Londra dove ci sono stati meri atti di violenza verso diversi Manager. L’episodio che ha fatto scattare la scintilla è senz’altro l’erogazione di super bonus da parte della famosa banca(del Manchester United) AIG che ha subito una pesante “ramanzina” dal presidente Obama.
Naturalmente il presidente americano ha diversi impegni e quindi non può dedicarsi ad ogni punto di questo piano anticrisi ma la sua determinazione e i suoi 70(soli)giorni di governo hanno portato ad una crescita in quasi ogni ambito aziendale e, se questa crisi fosse un brutto sogno, di certo Obama sarebbe colui che molto dolcemente ci ha svegliati!

 

Notizia pubblicata il 04/04/2009

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