Crisi: via libera del governo al nuovo pacchetto per i precari
Bossi apre su piano casa

di Redazione

 

Roma, 13 mar (Velino) - Sostenere i precari e incentivarne la riassunzione. È il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, a spiegare in conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri l’obiettivo del pacchetto di misure approvato dalla riunione a Palazzo Chigi. Un Cdm in cui è stata affrontata in via preliminare la discussione sul “piano casa”, provvedimento che sarà però varato solo dopo che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, avrà consultato le Regioni. Il dibattito è stato “intenso e partecipato”, dice Sacconi, “ne sta venendo fuori un pacchetto o di misure significativo che verrà reso operativo subito nel paese” dopo il confronto con gli enti locali. Il titolare del Welfare ribadisce quindi che quelle contenute nel pacchetto “sono tutti azioni per rendere il paese più bello e più fruibile”. E conferma l’interesse da parte di alcuni enti territoriali: “Alcune Regioni hanno dichiarato di voler procedere, altre mi sembrano interessate”. Quanto all’eventualità che il piano sia formalizzato in un disegno di legge o in un decreto legge, il ministro ha spiegato: “È una decisione che devo lasciare all’organo collegiale”. Sul piano casa arriva intento una prima apertura dal leader della Lega Nord Umberto Bossi, che nei giorni scorsi aveva espresso dubbi su questa norma: “Mi pare un progetto positivo - ha detto il Senatur - che non riguarda chi ha costruito in modo abusivo. Mi pare impostato bene. Ci siamo fatti spiegare bene - ha aggiunto il leader del Carroccio - che il piano riguarda chi ha già costruito, chi ha bisogno di un locale in più”. Una linea ribadita anche dal ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto, secondo cui “il rischio cementificazione non esiste”. In Cdm, “da parte di tutti i ministri c’è stata una discussione molto costruttiva, non vedo valutazioni differenti, lo stesso Bossi ha espresso un giudizio positivo anche perché il governo si concentra sul sostegno ai lavoratori precari e ai co. co. pro.. “L’indennità di reinserimento” per collaboratori e progetto “viene innalzata al 20 per cento di quanto percepito l’anno precedente in un intervallo che va da 1000 a 2600 euro circa e costa circa 100 milioni di euro”, chiarisce Sacconi. Questo, aggiunge il ministro, “non significa però che non potranno accettare un corso di formazione o un posto di lavoro congruo. Per loro è prevista la possibilità di accettare lavori per un massimo di tre mila euro per la parte restante del 2009. In questo modo, potranno fare un’integrazione all’80 per cento del reddito che ricevono dagli ammortizzatori sociali”. Il governo, intanto, pensa anche ad accorciare i tempi per l’erogazione degli ammortizzatori sociali: “Prima erano necessari dai 120 ai 140 giorni”, con un pacchetto di emendamenti al dl sugli incentivi auto “noi miriamo ad arrivare a erogarli in 20-30 giorni”. Tutte misure, auspica il titolare del Welfare, che si spera trovino un ampio consenso, anche dall’opposizione. Del resto sono “importanti perché concorrono al circuito della fiducia. Il nostro interesse è garantire un reddito a chi non ce l’ha con l’obiettivo però di mantenere le persone legate alla realtà produttiva in modo da mantenere ampia la base occupazionale”. Dal ministro del Welfare arriva un appello ai giovani: “In questa stagione di crisi è bene accettare non dico qualsiasi lavoro, ma anche un impiego che non è del tutto in linea con il proprio percorso di studi. Servono comportamenti responsabili, perché nel dopo-crisi conterà nel curriculum di un giovane il fatto di aver svolto anche mansioni manuali, le aziende questo lo terranno in considerazione”. Il pacchetto di misure varate dal Cdm, prosegue Sacconi, “completa le misure già decisa dal governo”. A disposizione, ci sono “151 milioni di euro presso l’Inps, come conto aperto su cui le singole regioni in base a un primo riparto possono attingere. Presto potremo ripartire altre risorse. Ma ciò vorremmo farlo dopo aver chiuso con le regioni i singoli accordi, che dobbiamo fare con ciascuna di esse, sulla base di una impostazione quadro, in corso di definizione, tramite un tavolo tecnico”. Naturalmente il governo, accanto ai giovani, intende aiutare i lavoratori “maturi” che perdono il lavoro: “Chi perde il lavoro ed è adulto è più vulnerabile – spiega Sacconi –. Anche per questo motivo non modificheremo in tempo di crisi l’età pensionabile, che funziona anche come ammortizzatore sociale. Non possiamo allungare la prospettiva di una pensione che significa tutto per un ultra cinquantenne che rischia di non rientrare più nell’attività lavorativa”. Sacconi, quindi, ammette che l’obiettivo del governo rimane quello di alzare l’età della pensione, ma, nello stesso tempo, che non è una riforma da poter avviare adesso. Su proposta del ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, il Consiglio dei ministri ha inoltre approvato uno schema di regolamento che coordina le disposizioni vigenti in materia di criteri per la valutazione degli studenti. La valutazione complessiva, fino a oggi legata all’apprendimento, terrà conto anche del comportamento degli studenti. Il 5 in condotta comporterà la non ammissione all’anno successivo o agli esami di Stato e concorrerà alla determinazione dei crediti scolastici. L’insufficienza sarà attribuita dal collegio dei docenti per gravi violazioni dei doveri degli studenti e cioè nei seguenti casi: allo studente che non frequenta regolarmente i corsi e non assolve assiduamente agli impegni di studio; a chi non ha nei confronti del capo d’istituto, dei docenti, del personale della scuola e dei compagni il dovuto rispetto; a chi non osserva le disposizioni organizzative e di sicurezza dettate dai regolamenti dei singoli istituti; agli alunni che non utilizzano correttamente le strutture, i macchinari e i sussidi didattici; a chi arreca danno al patrimonio della scuola. Per prendere un’insufficienza in condotta, comunque, si deve aver già preso una sanzione disciplinare. Se il comportamento indisciplinato si ripete l'insegnante con il collegio dei docenti può decidere per l'attribuzione del 5.

 

Notizia pubblicata il 14/03/2009

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