dopo Walter... don Beppino

 

Quando era tutto preso a rilasciare interviste ed a farsi fotografare, invece di restare 24 ore su 24 al fianco di una figlia che stava facendo morire come una bestia allo scanno senza acqua e senza cibo , molti dissero, che non bisognava dare giudizi affrettati per un padre che soffriva terribilmente per portare avanti , come da lui dichiarato, la volontà della figlia. Non sono passate che poche ore dalla morte di Eluana e don Beppino chiedeva con forza di spegnere i riflettori (da lui accesi), chiedendo il silenzio, su una vicenda che doveva ritornare nella sfera del privato, ribadendo che non avrebbe più rilasciato interviste nè sarebbe intervenuto in alcun modo , ritirandosi nel dolore della famiglia.
Non sentite la necessità del silenzio? Dobbiamo ritenete che la propaganda possa calpestare tutto?
Ma si sa , le bugie hanno le gambe corte , e il silenzio tanto invocato sulla tragedia personale è durato qualche giorno, forse ; aggiungiamo , giusto il tempo di riflettere sul da farsi. A rompere la quiete è stato lo stesso interprete , Beppino Englaro , che come molti maliziosamente pensavano , aveva altri scopi nella terribile vicenda personale , che il rispetto (mai dimostrato) delle volontà della figlia. Difatti il padre della ignara Eluana e sceso in campo per radunare tutti i militanti del PD, da poco abbandonati da Walter Veltroni , invitandoli alla rivolta di piazza ; non una contestazione qualsiasi , ma contro il Parlamento , la massima istituzione Italiana. Certo , per alcuni , è sconcertante , che un' uomo che aveva sempre sostenuto che la legalità era l'ideale della sua vita , scenda in campo fomentando le piazze.
Ma perchè ci si domanda ? Semplice, il sig. Englaro afferma che il Parlamento si dispone a votare, con un largo consenso, una legge sul testamento biologico che dai radicali (suoi amici ,sostenitori e complici nell'affaire Eluana) viene definita barbara, anticostituzionale e assurda. Don Beppino si affida a MicroMega per il suo disegno di lotta , conquistando subito le simpatie fra gli attivisti sconcertati del PD alla ricerca affranta di un leader. Così per paura per la discesa in campo di Beppino Englaro, il capogruppo al senato del PD è intervenuta sui componenti della commissione Sanità del Senato che hanno lasciato passare il testo del relatore Calabrò (PDL); alla faccia della libertà di coscienza sbandierata su temi così importanti.
Sembrerebbero diatribe interne a un partito all'opposizione, così come espressioni di pensiero sarebbero quelle di Englaro, se il tema fondamentalmente non riguardasse tutti. Con l’uscita allo scoperto di papà Englaro cade una delle grandi bugie di questi mesi: il caso Eluana non era affatto dramma personale di una famiglia, ma, una questione politica principale per i familiari stessi, che in questi 17 anni non hanno fatto altro che combattere nei tribunali italiani, non una volontà di una povera figlia, ma una contesa ideologica e politica; rimuovendo la retorica ipocrisia del silenzio, tutti zitti di fronte a un dramma che per taluni non appare tale, bisogna difendere con forza i fondamenti della legalità che nella vicenda Eluana sono sempre stati sbandierati a sproposito, e oggi vengono disonorati con una inquietante superficialità. Per lasciare morire la figlia di fame e sete don Beppino ha esibito in modo scorretto una inesistente sentenza passata in giudicato. Nessuna sentenza su Eluana, esiste solo una ordinanza della Corte di appello di Milano, rimandata alla Cassazione solo perché nessuno di quelli che ne aveva il diritto l’ha impugnata; impugnabile era ed è anche oggi da chiunque ne avesse il diritto e perfino di ufficio. Ordinanza dunque, temporanea , incongruente, non legge. Il potere di produrre le leggi è nelle mani del Parlamento, che le vota a maggioranza da quando esiste la democrazia. Tacciare di barbarie e illegalità il simbolo più chiaro della legalità è sì al di fuori del lecito, e preposto questo sì a fare carta straccia della Costituzione.
Si cerca con un terrorismo illecito di fomentare le piazze contro il simbolo democratico della legalità , mettendo in discussione il voto popolare. Qui non si discute sulle differenti opinioni , che pure possono essere difese anche dopo l'approvazione di un testo di legge, sia con un ricorso alla Corte Costituzionale o raccogliendo firme per un referendum abrogativo. Qui parliamo di come qualcuno in nome di un differente modo di pensare , voglia dubitare del diritto costituzionale di varare una legge; se sarà possibile nelle commissioni e nelle sedi deputate, semplicemente votando.
Simbolo reale di una democrazia che don Beppino vuole mettere in discussione nella speranza di ritagliarsi uno spazio,approfittando di un vuoto ideologico politico dopo la ritirata...di Walter.

 

Notizia pubblicata il 21/02/2009

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